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Intervista


Intervista a Dino Parrotta, aiuto regista del nuovo spettacolo 'Te siento tango' di Miguel Ángel Zotto

di Massimiliano Forgione - 06/10/2019

Aiuto regista per caso. Ci racconti come approdi alla co-regia del nuovo spettacolo dell'icona mondiale del tango argentino Miguel Ángel Zotto?
Tutto avviene per caso, questa primavera, durante un mio lavoro di formazione teatrale al carcere di massima sicurezza di Messina. Dopo una dura giornata con i miei attori reclusi, mentre passeggiavo per la città, mi imbatto nella locandina dello spettacolo di Miguel Ángel Zotto con la sua compagnia Tangox2 e orchestra. L'immediata possibilità di assistere allo spettacolo di colui che reputo il più autorevole rappresentante della cultura e della storia del tango da Petroleo ai nostri giorni, sfuma quando apprendo che l'ultima replica era passata poche ore prima.
Poco dopo incontro per caso Gigi, un tecnico-macchinista teatrale di mia vecchia conoscenza, impegnato nello spettacolo di Zotto. Era fuori al ristorante dove la compagnia avrebbe da lì a poco cenato. Mentre mi parla dello spettacolo mi dice che all'interno vi era già l'orchestra e scopro che il bandoneonista è lo stesso che suonò nel mio unico lavoro dedicato alla cultura del tango Tango para Maria. Entro per salutarlo e mi invita a rimanere con loro a cena.
A questo punto non avevi motivi per non accettare.
A dire il vero avevo cenato in quello stesso ristorante qualche sera prima e niente era stato di mio gradimento, per cui avevo già declinato l'invito anche per non essere di troppo in quella ''compagnia''. Ma caso vuole, che in quel momento, entri Miguel con la sua compagna di ballo e di vita Daiana e i ballerini; Antonio, il bandoneonista, mi presenta e, a quel punto, sedermi al tavolo con loro è stata la cosa più naturale da fare.
E' da qui in poi che i vostri percorsi artistici trovano un punto in comune.
Nella conversazione che ne nasce, Miguel si interessa a quanto stavo facendo a Messina in quei giorni nel carcere di massima sicurezza. Avrei capito in seguito le profonde ragioni di questo suo coinvolgimento. Fatto sta che fu in quel momento che mi mette a parte della sua idea di realizzare uno spettacolo tratto dal suo libro Te siento edito da De Agostini, in cui la parte teatrale dovesse convivere con quelle coreagrafiche e musicali.
Chiaramente non ti lasci sfuggire l'occasione.
Colgo al volo. Mi offro di elaborare il mio progetto di adattamento del suo libro. Capirai che ci lasciamo con un nulla di fatto e nello stesso tempo un possibile qualcosa da ideare.
So già che hai puntato molto sulla seconda possibilità.
C'ho creduto molto. Ho letto il libro, l'ho trovato fondamentale per chi ama il tango, ho capito subito che ne poteva nascere uno spettacolo in cui il pensiero di Zotto sul sentido del tango e la mia passione per questo mondo, il cui fascino vivo di riflesso, avrebbe trovato la misura per arrivare in maniera efficace e fortemente identificativa del mondo del tango.























 

 

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