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La guerra dell'acqua

di Massimiliano Forgione - 14/05/2008

Dalla grande alla piccola incuria, quella dell’acqua si potrebbe ormai ben definire, per gli scenari che propone: la guerra dell’acqua.
La siccità e l’inquinamento contribuiscono a quella che a breve diventerà una delle più grandi emergenze di questo pianeta: la scarsità di acqua.
Il surriscaldamento del pianeta, per effetto diretto dell’inquinamento prodotto, tanto in grande, quanto in piccola scala, porta al prosciugamento dei nostri corsi d’acqua e all’avanzamento di terra incoltivabile.
Quella che resta, di acqua, è per la maggior parte: inquinata!
Una recente mappatura delle acque del nostro territorio rileva la seguente situazione:
• Il Ticino risulta fortemente compromesso da: cadmio, azoto ammoniacale, cromo esavalente.
• Il Seveso, il Lambro e l'Olona scorrono con forti presenze di: nitrati, arsenico, cadmio, ammoniaca, manganese, pesticidi, cromo, mercurio, piombo.
• Il Po è una massa d’acqua a scorrimento di: azoto e fosforo.
Insomma, i fiumi sono diventati fogne a cielo aperto dove le industrie scaricano impunemente le loro tossicità.
Alle falde acquifere del sottosuolo ci pensa sempre l’uomo che, attraverso un’agricoltura pesticizzata, infetta i terreni e, di conseguenza, le acque sottostanti. Da recenti rilevazioni queste sono risultate contaminate da erbicidi quali:
terbutilazina, bentazone, metolaclor.
Talvolta, una notevole persistenza chimica viene riscontrata anche nelle acque potabili e non sempre gli impianti di depurazione proteggono la salute dell’uomo.
Insomma, il rischio tumori è altissimo: Lombardia, Piemonte, Triveneto, Campania, hanno il tasso più alto di morti per cancro e la correlazione con l’inquinamento delle acque è evidente.
Nelle falde sotterranee sono state riscontrate persino residui di medicinali:
il metabolita del clofibrato, l’ansiolitico diazepam, antibiotici, antitumorali, antiinfiammatori, diuretici e antiipertensivi.
Tossicità che ritornano sulle nostre tavole, in quello che mangiamo, in quello che beviamo e che diventano quello che saremo: escrescenze tumorali.
C'è da aggiungere che l'erogazione dell'acqua, inteso come servizio universale, è garantito contro ogni tentazione di interessi speculativi derivanti dalla privatizzazione della sua distribuzione.
Fino a quando, certo, più che al buon giudizio dell'uomo, sta al restringersi degli interessi attorno alle fonti energetiche.























 

 

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