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Futuro sostenibile e Paul Connett

di Mirko Simonaio - 22/05/2010

Le ultime strategie di marketing dell’incenerimento hanno individuato un nuovo "Mostro sacro": dopo Brescia il nuovo impianto promosso ovunque è l’inceneritore di Bolzano. Se lo fanno in Alto Adige, si dice, non può che essere salutare. Le sue emissioni sembrano salutari come quelle di un biscottificio, forse anche minori. Così è ora Parma ( capitale della Food Valley), oggetto di attenzioni del direttore di Idecom, Andrea Miorandi , che con una mano lavora a progetti di raccolta e con l’altra delega il suo titolare, l’altoatesino Ladurner, a bruciarne almeno un tot. Meglio se quel rifiuto è tal quale – buono per il più redditizio inceneritore a griglia - che anche a Bolzano si preferisce al cdr, vecchia passione degli amanti dei “democratici” sistemi integrati.Ma non tutti credono alla favola dei salutari biscottifici … e così, dopo quella di Nimby trentino http://ecceterraold.valentinaportolan.it/docum.php?id=+1836 e quella del coordinamento dei comitati veronesi su Ca’delBue http://www.insiemeperborgoroma.org/diffida_del_23_dicembre_2009.html , arriva anche a Bolzano http://www.ambientesalute.org/index.php/it/inquinamento/inceneritore/1149-diffida-sullinceneritore-di-bolzano.html#JOSC_TOP la diffida sull’inceneritore. Questo è quanto sta accadendo a Bolzano mentre a Brescia si scopre che: nell’estate 2008 infatti, il Comune si era visto costretto ad apporre nell’area il dibattuto cartello che sanciva il «Divieto di pascolo», in cui pure si legge: «È severamente vietato sfalciare, asportare, utilizzare o disperdere l’erba giacente nel terreno». La vicenda è iniziata però con i rilievi di Arpa e Asl: i primi sul suolo, dove «nessuna anomalia è stata riscontrata»; i secondi sull’erba, dove è invece stata riscontrata la presenza di Pcb. A distanza di due anni, il Comune ha chiesto all’Asl di ripetere le indagini per confermare (o smentire) la nota contaminazione. Ma i cittadini non sono soddisfatti. Perché se è vero che il divieto è stato apposto da tempo, è altrettanto vero che «nessuno se ne è mai più preoccupato. Nonostante le assemblee, gli incontri, i dibattiti. Senza neppure dare risposte concrete a chi in questi quartieri abita e, in molti casi, coltiva il proprio piccolo orticello», ma nulla è stato detto sugli orti. Se il Pcb (diossina) è stato rintracciato in alcune aree secondo quali criteri - e quando - ne è stata esclusa la presenza nei campi circostanti? La situazione può essere - e sarà - risanata oppure quel che è stato è stato? Come è possibile che il terreno sia sano e l’erba inquinata? Da dove proviene quel Pcb (diossina), dall’aria? Soprattutto: tutto questo ha incidenza sulla salute dei cittadini? E qui si torna al nodo d’origine, quello legato alla salute: gli orti che in molti ogni giorno coltivano, prodotti annessi, sono mai stati analizzati.
Ciò che accade ora a Brescia noi non lo vogliamo! L’inceneritore è un complesso industriale, il quale è uno dei maggiori produttori di diossina. Noi non vorremmo un domani leggere anche qui a Verona questi cartelli e porci le stesse domande che si pongono ora i cittadini bresciani. Pertanto, in qualità di cittadini, chiediamo venga stipulata una polizza assicurativa della durata minima di 25 anni che risarcisca eventuali danni, copra tutte le spese sanitarie e di bonifica nel caso si scoprissero in futuro cose differenti da quanto rassicurato da AGSM. Tale richiesta non ci farà sentire più tranquilli, perché se saremo in diritto di “godere” dell'eventuale risarcimento assicurativo, avremo già subito gravi danni personali e collettivi.
LE TAPPE ITALIANE DI PAUL CONNETT
Oltre ad essere un professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton, New York è l’ideatore della strategia “rifiuti zero”. Negli ultimi venti anni si è occupato di rifiuti, con particolare riferimento ai rischi collegati all’incenerimento, ed allo studio di alternative più sostenibili. Le sue proposte non hanno nulla di eccezionale ma semplicemente si fondano su pratiche di buon senso maturate a seguito di uno studio dei processi che generano il rifiuto, che oggi è più corretto chiamare "materiale post consumo", in quanto un materiale diventa rifiuto solo quando esce dal ciclo circolare e non trova più alcun utilizzo. Tutto questo si traduce nell' estensione di responsabilità del produttore che costringe le imprese a ideare dei beni che siano completamente riciclabili. Questa collaborazione stretta, tra chi ricicla e chi progetta i beni di consumo "più attenti" all'ambiente, in Australia, Nuova Zelanda, California, ed in città come San Francisco - in Italia a Capannori - ha portato ad ottimi risultati che fanno ben sperare circa l'ambizioso traguardo dei "Rifiuti Zero" nel 2020.
Paul Connett, che il 5 maggio ha tenuto una importantissima presentazione alle NAZIONI UNITE per spiegare la strategia rifiuti zero sarà a Lucca il 19, a Capannori dove presiederà l’Osservatorio verso rifiuti zero del comune il 20 mattina e dove nel pomeriggio parteciperà alla prima riunione ufficiale del CENTRO DI RICERCA RIFIUTI ZERO che finalmente muoverà i primi passi istituzionali. Il 21 sarà a Pietrasanta. Il 22 parteciperà alla manifestazione regionale di Montale. Il 24 sarà a Verona, il 25 a Desio (MI), il 27 a Calcinaia (PI) dove il Comune sta aderendo ufficialmente alla strategia rifiuti zero, il 28 e il 29 sarà a Firenze presso lo stand verso rifiuti zero nell’ambito di TERRA FUTURA. L’insalubre soluzione dell’incenerimento dei rifiuti è una scelta contro l’interesse delle comunità attuali e future. L’incenerimento, d’altro canto, può costituire un affare milionario per coloro che lo gestiscono. La Cementirossi, proprietaria del cementificio di Fumane, ha colto l’opportunità. Ha già ottenuto il permesso dalla Provincia di mescolare 80.000 tonnellate di ceneri pesanti, prodotte dagli inceneritori ed altrimenti smaltite in discariche speciali, nel cemento. Si trasformano così le case nelle nuove discariche. Inoltre, la richiesta di costruzione di un nuovo forno da parte della stessa azienda, lascia intuire l’intenzione di ricorrere in futuro al co-incenerimento dei rifiuti. I comitati e le associazioni del Coordinamento compresi i comitati della Valpolicella ritengono che la presenza a Verona di Relatori d’eccezione quali l’Ing. Paolo RABBITI ed il Prof. Paul CONNET sia un’opportunità da cogliere per tutti i cittadini che hanno a cuore un futuro sostenibile.
Per i Comitati :
Fuori dal Comune
Insieme per Borgo Roma-Beghelli
Salute di Verona
Fumanefutura
Per le Associazioni:
Cittadini per la tutela del territori Vr-Est
Forum Dei Veneti
Valpolicella 2000























 

 

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