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Lettera aperta

di Simonaio Mirko - 08/11/2010

Egr.direttore,
le scrivo per riferire a lei ed ai suoi lettori, alcune verità circa l’impatto dei “termovalorizzatori” sulla salute delle piante e sui possibili danni al mondo agro-alimentare con particolare attenzione al prodotto principe della nostra bella Italia, il vino. Venerdì 5-11 a Mazzolombardo (Tn) il Comitato Ambiente Salute Legalità –Vr, che rappresento, ha contribuito assieme al Comitato Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma e alla perfetta organizzazione dei padroni di casa Nimby trentino-Onlus, a realizzare un incontro dal titolo Agricoltura e Ambiente: imprenditori italiani a confronto. Tra i relatori, oltre a nomi di imprenditori agricoli illustri veneti, parmensi e trenini vi era anche il Prof. Mario Fregoni. Il Prof.Mario Fregoni oltre ad essere considerato il maggior esperto italiano in viticoltura e tra i più famosi ricercatori al mondo sulla nutrizione minerale della vite e sull’ecologia viticola, è presidente onorario dell’Oiv, l’organizzazione internazionale della vite e del vino che raggruppa i nomi dei più illustri esperti e ricercatori del settore vitivinicolo di 44 stati.
Fino a qualche mese fa il Prof. Fregoni era docente ordinario di viticoltura all’Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e presidente del Comitato nazionale vini doc ed estensore della legge 164/92. Ha pubblicato più di 300 ricerche e 11 libri, ha diretto diverse riviste scientifiche del settore, è membro di 12 accademie in Italia e all’estero, è stato insignito di tre lauree honoris causa. Insomma un” guru” della ricerca sul mondo vegetale! Il Prof. ha impostato il suo intervento sui fattori ambientali, sulle varietà d’uva più indicate rispetto al clima, al terreno e all’intero ecosistema. Come i viticoltori locali anch’egli teme che l’imminente costruzione di un inceneritore, a due passi dai loro vigneti, possa destabilizzare tali fattori e pur non essendosi mai occupato delle conseguenze di un inceneritore sulla vite, o termovalorizzatore come ad alcuni piace chiamarlo, spesso nella sua carriera si è interessato di emissioni di fumi industriali, di fenoli, fluoro e delle reazioni chimiche provocate ai vigneti. Per quel che riguarda l’incenerimento dei rifiuti non esistono ricerche specifiche delle  conseguenze sulle coltivazioni. È un mondo tutto da scoprire perché non capita spesso, credo, di costruire inceneritori vicino o nel mezzo dei vigneti o di altre coltivazioni pregiate. Poi ha chiarito che l’impatto ambientale per questo tipo di impianto non viene mai considerato nel suo complesso; a parte il danno che può provocare sulla salute dell’uomo, quello che appare ovvio è che un effetto cronico di emissione di sostanze chimiche e microparticelle sulle piante finisca inevitabilmente per incidere sull’ecosistema.
A questo punto si possono fare varie ipotesi perché, come già detto, analisi specifiche del caso non esistono: ad esempio, il cambiamento climatico dovuto alle emissioni. Si pensi solo a come il mondo intero è interessato da questo fenomeno e così, anche nel suo piccolo, una zona a vocazione agricola subisce un cambiamento del clima se mettiamo una ciminiera vicino alle campagne.
Il prof. Poi è entrato nei particolari tecnico-scientifici sui fattori di assorbimento di sostanze chimiche delle foglie delle piante facendo chiaramente capire che più ampie sono le foglie più avviene lo scambio di ioni e cationi con l’esterno. Ha spiegato di come è stato dimostrato che questo scambio avvenga in modo rapido, basti pensare che in meno di 48 ore sostanze radioattive depositate durante un esperimento sulle foglie sono state ritrovate dentro le radici. La pianta dunque si nutre anche dalle foglie e di conseguenza le sostanze chimiche che vi si depositano le ritroviamo inevitabilmente nei frutti cambiandone sapore e proprietà organolettiche se non addirittura avvenelandole. In riferimento a questo ha citato alcune esperienze legate a effetti negativi dei fenoli su vitigni di dolcetto in Piemonte oggi non più produttivi perché i fumi ne hanno cambiato i sapori e le proprietà. Il Prof. Fregoni poi giudica improponibile la scelta di un inceneritore vicino ad una zona doc perché non si ha nemmeno l’ idea di quali saranno i rischi a medio e lungo termine. Tra l’altro non sottovalutiamo il danno all’immagine del prodotto vitivinicolo: non c’è da valutare solo l’effetto sulla nostra salute e la reazione chimica sulle piante, bensì anche il danno sociale causato dall’effetto psicologico ed economico. Appare ovvio che nessuno vada volentieri ad acquistare del vino laddove sbuca, tra i vigneti, il camino di un inceneritore.
Senza quindi sapere a che genere di conseguenze si va incontro, è il caso di valutare bene a priori cosa si andrà a costruire e dove. Poi a sorpresa legge una lettera indirizzata al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Dellai che riporto:
Sig. Presidente Dellai,
per circa 20 anni ho avuto l’onore di appartenere al Consiglio Scientifico di S. Michele A.A., nel periodo d’oro del sequenziamento del genoma della vite e all’inizio di quello del melo. Ho così avuto modo di apprezzare la Sua rara e invidiabile sensibilità nei confronti della ricerca. Proprio per questa Sua riconosciuta disponibilità mi permetto di proporLe una ricerca in fitotrone, in serra e in campo, anche in zone provviste di inceneritori, per studiare le reazioni della vite e del melo sottoposti ad un’atmosfera artificiale o reale, qual è quella emessa dagli inceneritori esistenti. Il progresso scientifico consente oggi di simulare gli effetti atmosferici o ambientali sulla fisiologia delle piante, mediante il controllo dei geni della resistenza agli stress abiotici, nonché su quelli  della qualità dei frutti e del vino. La ricerca sarà utile non solo a Trento e alla sua stupenda realtà agricola frutti viticola, ma anche come esempio di impiego della scienza, per tutta l’Italia.

Appare quindi evidente che anche qui a Verona si debba quantomeno riflettere su cosa potrà influire la riapertura e il raddoppio dell’inceneritore a Ca’delbue.
Simonaio Mirko
Presidente del Comitato Ambiente Salute Legalità-Vr























 

 

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