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Bergamo Jazz Festival 2016: Focus su Mark Guiliana

di Marcello Masneri - 12/03/2016

Ha un curriculum più corto rispetto ad alcuni mostri sacri presenti al Bergamo Jazz Festival 2016 solo per colpa dei suoi 35 anni d’età. Per lui è forse la prima apparizione in terra bergamasca. Stiamo parlando di Mark Giuliana, fantastico batterista statunitense, presente nell’album Blackstar, ultimo di David Bowie e capace di fare un favore al nostro Lorenzo Jovanotti suonando con lui nell’album Lorenzo 2015 (alla faccia della versatilità).
Ancora prima di sentirlo dal vivo all’Auditorium di Piazza della Libertà domenica 20 marzo alle ore 17 (segnatevelo) viene voglia di ringraziare il neo direttore del festival Dave Douglas per averlo messo in cartellone. Perché con lui la tecnica eccezionale è messa al servizio dell’improvvisazione, dell’innovazione stilistica, dell’elettronica (si ascolti di Mehliana, Mark in duo con Mehldau, la versione di My Favourite things) e dell’espressione artistica di chi suona con lui. Ultimamente nel quartetto che Mark si porta dietro si trovano Chris Morrissey al contrabbasso e Jason Rigby al sax tenore.
Domenica 20 marzo ascolteremo al pianoforte Fabian Almazan al posto di Shai Maestro, presente in sala di registrazione nell’ultimo CD. CD che è venuto alla luce il 4 giugno 2015. ‘Per prima cosa la famiglia’ . Si può tradurre così il titolo dell’album, che rivela, secondo un’affermazione dello stesso batterista, quanto sia fondamentale il senso di fratellanza e di conoscenza familiare con i musicisti presenti nel progetto; il relativo tour europeo ha fatto registrare nel 2015 date in Olanda, Belgio, Svezia, Francia, Irlanda, Inghilterra. Dopo la tappa di Bergamo voleranno a Berlino, poi a Istanbul, quindi in Danimarca, Svizzera e Spagna. Nell’album troviamo 9 pezzi scritti da Guiliana ad eccezione di una versione completamente stravolta di Heernt (Bob Marley). Come sintetizzare la mistura di generi presenti all’interno dei nuovi pezzi? NewYork Jazz elettroacustico improvvisato? Ognuno può dire la sua. Quel che noi possiamo aggiungere lo riportiamo da un vecchio comunicato stampa in cui Guiliana afferma di aver creato la musica del suo ultimo CD, ispirandosi a tutti quei batteristi che sono stati per lui un modello tra cui: Tony Williams (sin da giovanissimo con Davis), Elvin Jones (con Coltrane) e Art Blakey.
Rispetto ai lavori di qualche anno fa si può dire che c’è stata una chiara virata verso suoni più acustici e puri, anche grazie al lavoro svolto dal tecnico del suono John Davis.
Chiudiamo citando altre collaborazioni: Lionel Loueke (Heritage, 2012), il contrabbassista Avishai Cohen (in ben 6 album), Tigran Hamasyan.
Buon concerto, ci vediamo in auditorium.

Ascolta l'audio dell'intervista























 

 

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