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Enrico IV

di Massimiliano Forgione - 20/11/2017

La naturale pazzia di Carlo Cecchi va in scena al Teatro Parenti fino al 26 novembre. Il suo personale Enrico IV vive e sfavilla non di solo Pirandello ma di tutto un universo che richiama alla memoria Gogol, Dostoevskj, in quell'intrigo letterario del confronto del personaggio con il proprio doppio, usurpatore, complice, presenza accolta e necessaria.
Un cast di attori che con il palcoscenico hanno una familiaritą tale da muovercisi sopra come si cammina su un marciapiede e che rendono il gioco del teatro nel teatro virtuosismo puro, dove trova luogo l'improvvisazione e il recupero del tempo, che diventa elemento prezioso da plasmare.
Nel ruolo di Matilde di Spina, che nella finzione metateatrale impersona Matilde di Canossa, la bravissima Angelica Ippolito, nei panni del rivale barone Belcredi l'autorevole Roberto Trifirņ, in quelli del medico Dionisio Genoni il brioso Gigio Morra. A questi attori navigati č affidato l'intreccio delle vicende di vent'anni prima, quando i personaggi decisero di cimentarsi in una cavalcata di un immaginario medievale in piena lotta per le investiture durante la quale Belcredi disarciona Enrico IV, provocandone la pazzia. Nella rappresentazione che rispetta i canoni aristotelici del teatro greco, in un'unica azione, tempo e luogo, il presente č nelle mani di attori giovani: Chiara Mancuso nei panni della figlia Frida, frutto dell'unione tra il barone e la marchesa, Remo Stella in quelli del nipote che affida ai quattro finti consiglieri segreti di Enrico IV l'alleviamento della sua pazzia. Nell'ordine: Federico Brugnone, Davide Giordano, Dario Iubatti, Matteo Lai.
''Su, su, alzati che domani si replica'' dice Enrico IV a Belcredi dopo averlo ucciso, ed ad alzarsi č tutto il pubblico della sala Grande che rende omaggio a Carlo Cecchi adattatore e regista di questo dramma esistenziale reso sopportabile dalla rassicurante ironia di questo grande attore che gioca con la sua arte per continuare a divertirsi e a divertire.
Prezioso allestimento scenico di Sergio Tremonti e bellissimi costumi di Naną Cecchi.























 

 

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