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Stay, il viaggio

di Massimiliano Forgione - 06/10/2018

La morte è un'alleata contro la malattia. La sintassi al femminile di quest'opera intimistica destinata alla coralità cui ogni confessione agogna è pensata e interpretata da Paola Francesca Iozzi.
Il suo monologo monocorde rende stridente l'essenzialità di una grammatica che pone al centro la bellezza della vita, nelle sue elementari manifestazioni, capace di mettere in scacco la malattia attraverso la propria imprescindibile necessità di autodeterminarsi; la morte è una liberazione, o semplicemente un dolce discorso sulla libertà.
Come l'arte ci aveva già insegnato che ci può essere una 'dolce vita', attraverso il malinconico sguardo felliniano, la messa in scena di Stay, il viaggio ci insegna che ci può essere una 'dolce morte' e lo fa anche attraverso un lucore di emozione che, sembrerebbe, inaspettatamente sorprende l'attrice che per pudore non rivolge mai il suo sguardo al pubblico ma che fortemente lo sente, la recitazione non lascia dubbio alcuno: il piccolo pubblico raccolto al Parenti, con il suo silenzio affannoso, è tutto calato nelle parole dell'interprete.
L'ossimoro del titolo è proprio quello della 'dolce vita' che nel suo rovescio ha la 'dolce morte', restare e andare sono due facce di una stessa moneta con cui continuamente paghiamo, il testa o croce non è dignitoso, in determinate condizioni girare il soldo e dare inizio al viaggio della dipartita è la vera soluzione.
Data unica a Milano per questa rappresentazione, tratta dal libro Il viaggio di Marco Longhi, ideata e interpretata (lo ripetiamo) da Paola Francesca Iozzi con musiche dal vivo del fisarmonicista Sandro Paradisi. La scena curata da Toni Sarnataro è essenziale: un telo su cui sarà proiettata la danza della protagonista a farla rimanere ancora un po' tra noi nel momento stesso in cui avrà avuto inizio il suo viaggio; uno spolverino rosso e delle sensuali scarpe rosse lucide col tacco, ad ipostatizzare la vita della quale spogliarsi per rimanere in camicia da notte bianca e a piedi nudi, senza tradire la sensualità e l'allerta del desiderio. E finalmente, la protagonista può dire: ''Stai con me, stammi vicino, tienimi la mano, perché non voglio sentirmi sola, perché io non ho alcuna paura''.
Presenti l'associazione Exit e l'autore del libro che continuano a dire: ''Ma perché bisogna andare fino in Svizzera? Perché non qui?''.























 

 

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