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Intervista a Miguel Ángel Zotto, protagonista dello spettacolo 'Te siento Tango'

di Massimiliano Forgione - 13/10/2019

Il titolo dello spettacolo è l'evoluzione di quello del tuo libro Te siento. Come arrivi a Te siento Tango?
Le tante immagini che ho sempre portato dentro e che con il libro ho in parte esteriorizzato, continuano ad essere in circolo, nel mio cuore, nella mia mente, accresciute dalla storia stessa che nel mio libro narro. Forse perché sono le mie radici, è la mia storia, del mio maestro Petroleo che ha segnato la mia arte, la mia vita.
L'aiuto registade voce narrante dello spettacolo è Dino Parrotta che hai incontrato, casualmente, a Messina mentre questi lavorava ad un laboratorio di teatro in carcere. Il carcere è un'esperienza forte della tua biografia, è tra le tante immagini che ti porti dentro ed è presente in questo spettacolo.
E' stato proprio il carcere a farci incontrare. Quando Dino mi ha raccontato della sua esperienza sono riaffiorati tutti i ricordi della mia prigionia per motivi poliitici ai tempi della dittatura di Videla in Argentina ed ho capito che avevo davanti la persona giusta che poteva darmi una mano con la trasposizione del mio libro in rappresentazione teatrale.
Quanto c'è di Miguel e di Daiana, tua compagna di vita e di arte in Te siento Tango?
Tanto, il nostro tempo è sempre insieme, nella vita e sul palcoscenico.
La prima tournée avviene tra Rieti, Roma, Bari, Verona e Genova. A Roma ti ospita il Teatro Olimpico dove sei di casa. Quanto questo progetto artistico è diverso dai tuoi precedenti?
E' diverso perché alla parola narrata si unisce la recitazione, il ballo e percepisco che è l'inizio di un nuovo modo di propormi al pubblico. Sento molto il bisogno di continuare ad usare la parola anche in forme diverse.
Stai dicendo che prevedi altre evoluzioni della tua narrazione?
Certo, un docu-film sulla storia della mia vita per il quale ho già firmato un contratto.
Puoi dirci qualcosa di più?
Sarà una produzione argentina di cui la regia, come altri aspetti, sono ancora da definire.
Con quali criteri hai scelto i ballerini?
A parte un ballerino nuovo, gli altri sono gli stessi di sempre, una compagnia molto affiatata.
Stesso discorso per i musicisti?
Ci sono tre artisti importanti del panorama argentino, sia il bandoneonista che il pianista che il cantante sono giovani talentuosi che vantano diverse e importanti collaborazioni nel loro Paese.























 

 

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