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Jasenovac, omelia di un silenzio

di Dino Parrotta - 19/01/2010

1941-45: l’infernale dittatura Ustasa in Jugoslavia
Jasenovac è stato un campo di sterminio di ebrei, ortodossi, serbi, zingari. Nel campo hanno perso la vita circa 74.000 bambini di età compresa fra zero e 15 anni. La dittatura Ustasa (Ustasa: lett. Insorto –movimento nazionalista cattolico croato) è una delle pagine più terribili della seconda guerra mondiale. Gli Ustasa hanno trucidato 700.000 persone in nome della pulizia etnica e tutto questo per anni è stato taciuto. In Italia è un argomento tabù, assolutamente assente nei programmi scolastici.
Lo spettacolo per attore solo e video nato nel febbraio del 2009 in occasione delle commemorazioni della Giornata della Memoria, si rivolge in particolar modo ai giovani.
Assistiamo nei nostri giorni alla crescita di gruppi giovanili che “si divertono” a cantare e agire secondo la logica dello sterminio e della pulizia etnica, come se la vita umana non avesse alcun valore. Compito della conoscenza della storia è scuotere simili tendenze, per offrire un momento di osservazione e autocritica collettiva.
La pluralità dei linguaggi espressivi utilizzati favorisce un rapporto diretto attore-pubblico, una comunicazione, che lasciando da parte gli standard della prosa classica, cerca una via comunicativa in grado di catturare, coinvolgere, immergere lo spettatore nell’azione scenica.
Un racconto di silenzi, parole, suoni, immagini, musica, teatro/danza, video, maschere.
Un racconto che mira all’anima, a scuotere le nostre (in)consapevolezze.
Un racconto che vuol essere un grido, per segnare la nostra memoria…per dar voce al silenzio!

Il rapporto con la Puglia
.. le atrocità ustascia lasciavano impietriti le stesse truppe naziste e fasciste. Le truppe italiane pur essendo amici dei croati misero in salvo centinaia di ebrei e serbi, creando il malcontento ustascia.
Centinaia sono i profughi che giungono a Bari; a Carbonara vengono allestiti campi di accoglienza per slavi, così come a Barletta e Gravina di Puglia.

Filo conduttore dello spettacolo è l’ipocrisia: il racconto di chi ha preferito il silenzio alla denuncia; di chi mascherava la sete di dominio con ideali e pensieri che nulla hanno a che vedere con i fondamenti a cui gli stessi ideali fanno riferimento.
I testi dello spettacolo sono una raccolta di testimonianze, documenti, dichiarazioni delle vittime e dei carnefici.
Il video (estratti di video originali dell’epoca, foto di archivio),contribuisce alla conferma di quanto è “raccontato”, altresì si fa grido silente di quanto l’uomo possa perdere la propria dignità e manifestarsi nella più inverosimile violenza.

La Compagnia Teatrale Primo Teatro presenta:
Jasenovac, omelia di un silenzio
Di e con: Dino Parrotta
Tecnico di scena: Gianluigi Carbonara
Ricerca testi e consulenza storiografica: Prof. Andrea Catone, Paolo Vinella
Archivio immagini e documenti: Ass.ne Most za Beograd, Ass.ne “L’isola che non c’è”
Scenografia Video: Pasquale Polignano
Scenografia: Primo Teatro

LA STORIA NASCOSTA (breve scheda storica)
Il 6 aprile 1941, con l'operazione "Castigo", le truppe nazifasciste di Hitler e Mussolini attaccarono ed invasero la Jugoslavia. I 4 anni di occupazione furono atroci: nella II guerra mondiale, dopo l'Unione Sovietica, la Jugoslavia ebbe il maggior numero di morti civili, massacrati per strada o nei campi di sterminio, e partigiani combattenti. Milioni di uomini, donne, bambini di cui è stato possibile solo un calcolo approssimativo.
Gli ustascia, nazionalisti cattolici filofascisti, sostenuti e finanziati dal regime di Mussolini, costituirono lo "Stato indipendente di Croazia", con a capo Ante Pavelic e la benedizione del Vaticano. Obiettivo principale della loro politica razzista fu lo sterminio dei serbi cristiano-ortodossi, una vera pulizia etnica. Per barbarie e ferocia, gli ustascia superarono le SS naziste.
Tristemente famoso, salvo che in Italia, divenne il campo di sterminio di Jasenovac, attivo, con esecuzioni giornaliere di decine, centinaia e migliaia di uomini, donne e bambini, dal 21 agosto 1941 al 22 aprile 1945.
Comandante del campo di Jasenovac fu il frate francescano cattolico Miroslav Filipovic- Majstorovic, chiamato dal popolo ‘frate Satana’. Fra le sue prodezze personali, il 7 febbraio 1942, l'uccisione nella zona di Banja Luka di 2.750 serbi ortodossi fra cui 250 bambini, in sole dieci ore. Se ne vantò durante il processo che subì in Jugoslavia dopo la guerra. Il Vaticano si limitò a sospenderlo a divinis.
La maggior parte dei massacri, oltre che nei campi di sterminio, avvenne, ad opera di bande ustascia comandate da preti e frati cattolici, nelle strade, nei villaggi, ovunque sotto gli occhi di tutti. Fra le vittime anche 74.762 bambini, da quelli in fasce fino a quelli di 14 anni.
Durante la sua visita in Bosnia (22.06.2002) papa Giovanni Paolo II, dopo aver beatificato monsignor Stepinac, arcivescovo di Zagabria, di cui esistono le prove della complicità con i crimini degli ustascia, chiese pubblicamente perdono per queste colpe commesse ‘dai figli della Chiesa Cattolica’. Solo in Italia non se n’è saputo niente. Così è rimasta nascosta l'intera vicenda del lager di Jasenovac, la Auschwitz dei Balcani.
(Bibliografia Minima: Marco Aurelio REVELLI, L’arcivescovo del genocidio. Monsignor Stepinac, il Vaticano e la dittatura ustascia in Croazia 1941-45, Milano 1999).
Per informazioni:
Primo Teatro: 3480332347 – 0804058479
e- mail: info@primoteatro.it
è possibile visionare una demo dello spettacolo su
www.primoteatro.it o su
You Tube cercando “Jasenovac omelia di un silenzio”























 

 

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