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WikipierA

di Massimiliano Forgione - 06/12/2016

WikipierA è un bellissimo racconto fatto sulla struttura dell’intervista (condotta da Pino Strabioli), di letture e di monologhi. La protagonista è Piera Degli Esposti, attrice ispirata e totalizzante di indimenticabili rappresentazioni teatrali e pellicole che hanno fatto la storia del nostro cinema.
Quella che va in scena al Teatro Parenti di Milano fino all’11 dicembre è l’occasione per godere della vista di un modo di essere artista e di sentir parlare di un mondo di artisti che stanno, entrambi, definitivamente tramontando. Ma con energia, vitalità, pienezza, quelle di una formidabile settantottenne che sul palco non tradisce l’eccezionale stagione di tutta la sua vita artistica e di quel mondo che rappresenta.
Nella replica pomeridiana di domenica 4 dicembre la Sala A del Parenti è ben gremita e assortita. Le note dell’indimenticabile Lucio Dalla accompagnano l’apertura del sipario e l’entrata in scena del giornalista che, dopo aver letto il pensiero di Piera Degli Esposti sul mestiere dell’attore, annuncia il personaggio. Attore non vuol dire soltanto buona dizione, buona memoria, buona tecnica; chi non è sceso nelle viscere della propria solitudine e disperazione per risalirne rinnovato dal dolore, non può dare conforto allo spettatore. Questo è l’attore per Piera.
In cinquant’anni di carriera questa donna ha portato sul palco una Molly mai vista prima. Ne legge una parte e l’idea di flusso ininterrotto, caratteristico della scrittura di Joyce, sappiamo avrebbe lasciato pienamente soddisfatto lo scrittore, tanto ne sono rispettati: ritmo, significati e rimandi.
Sempre come prima attrice recita ne La figlia di Iorio di D’Annunzio; in opere di Achille Campanile di cui legge l’esilarante incontro tra piselli e seppie soavemente messi insieme dalla donna in un prelibato intingolo; di Samuel Beckett, il drammaturgo con cui chiude lo spettacolo, recitando la parte finale del monologo Dondolo, interpretazione nitida che rende pienamente quell’idea di conforto che l’attore deve riuscire a dare allo spettatore.
Ripercorrere tutta la carriera artistica di Piera implica una lunga serie di citazioni e per questo si può tranquillamente consultare Wikipedia; WikipierA ne attraversa con delicatezza e ironia i momenti fondanti, quale l’incontro imprescindibile con Dacia Maraini con cui scrive La storia di Piera trasposto cinematograficamente da Marco Ferreri, dando a Piera la possibilità di cimentarsi, per la prima di altre volte, nella sceneggiatura.
Piera ha avuto un breve, intenso rapporto con la scuola, la stessa frequentata dal suo grande amico Lucio Dalla. Conclude il ciclo delle elementari, assorbendo pienamente gli insegnamenti umani della sua maestra. Esperienza raccontata nella bellissima lettera con cui Lucio le parla di quel periodo, di quei primi passi mossi in un mondo che era altro e che velocemente è cambiato fino a diventare, per certi versi, irriconoscibile.
Preferisco essere raccontata in vita che da morta.
Lo spettacolo è il dietro le quinte di un’attrice, la formazione, le bocciature iniziali e poi i consensi. Penso che ai giovani possa servire vedere che si può costruire un cammino andando controcorrente

P.D.E.























 

 

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