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Alice nelle grotte delle meraviglie

di Massimiliano Forgione - 10/01/2017

Alice nelle grotte delle meraviglie è l’ultimo concentrato di recitazione e magia ideato, realizzato e interpretato anche da Dino Parrotta. Il cappellaio Matto è il personaggio che accoglie Alice, (il pubblico), le fa bere un liquido da una boccettina magica e la conduce nella meraviglia naturale delle grotte di Putignano, ambientazione che la dice tutta sull’idea che l’autore vuol far emergere attraverso questa scelta tecnica, onirica, strutturale.
Durante le feste natalizie l’originalità del progetto di Parrotta ha caratterizzato l’offerta culturale del territorio, dando l’occasione ad adulti, bambini e ragazzi, di vivere un’oretta magica di realtà ideale. Una bolla in cui tutto è in armonia e viene voglia di lasciarsi andare a pensare di essere Alice, quella bambina protagonista di una delle più belle favole mai scritte, che finalmente chi vi partecipa ha l’occasione di essere.
Ad introdurre Alice nelle viscere della terra (in origine la prima stesura del testo si intitolava: Alice’s Adventures Under Ground) il pervicace Coniglio Bianco sempre di fretta, mai pago di una sosta. Nel viaggio Alice incontra il Brucaliffo, lo Stregatto, il Re e la Regina di Cuori, quest’ultima una gigantografia della carta, in mancanza di una protagonista di uno spettacolo destinato a crescere, ad arricchirsi di personaggi, scene e avventure.
La scelta del sottosuolo di Putignano è l’ambientazione naturale del modo di concepire il teatro che è proprio di Dino Parrotta (la rappresentazione in luoghi del territorio, il coinvolgimento metateatrale); l’interazione con il suo pubblico, particolarità della recitazione dell’attore, viene esaltata nel salotto carsico allestito di piccole scene itineranti e luci, dove la cornice suggestiva delle grotte avviluppa la Alice di turno e la cala in prima persona nelle vicende della storia in un clima sospeso tra magia, fantasia e musiche originali dal vivo.
La valorizzazione di uno dei più suggestivi luoghi naturali del territorio pugliese è un merito che va riconosciuto alla compagnia di questa bella impresa, assieme a Dino Parrotta (il Cappellaio Matto), Francesco Casareale (il Coniglio Bianco e lo Stregatto) e Loris Leoci (il Brucaliffo e il Re), resa possibile grazie alle sinergie di Primo Teatro, Teatro dei Leggieri, Gruppo Ricerche Carsiche Putignano e Grotta del Trullo, Assessorato alla Cultura e alcuni imprenditori locali.
Andato in scena nei giorni 18, 27 e 28 di dicembre e l’8 di gennaio. In replica, presto, in un’annunciata versione arricchita.
PS: Percorso ad alto contenuto interattivo tanto che Alice potrebbe dimenticarsi di essere spettatrice e non protagonista e, se in uno slancio di coinvolgimento vi viene spontaneo abbracciare e baciare il Cappellaio Matto, ricordate che potrete farlo solo una volta riemersi in superficie, quando la magia, pian piano svanirà e vi farà venir voglia di ritornare nel sottosuolo.























 

 

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