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Buon anno, ragazzi
In scena fino a giovedì 19 ottobre

di Massimiliano Forgione - 16/05/2017

Buon anno, ragazzi, produzione Teatro Parenti, è una bella commedia che scorre con leggerezza su temi drammatici.
Il merito di Francesco Brandi, autore e attore, assieme al regista Raphael Tobia Vogel, è di sviluppare con brillantezza quell’idea di incomunicabilità, che vige in una qualsiasi famiglia borghese italiana, attraverso un testo ironico e molto preciso nella battuta che stempera, al momento giusto, la pesantezza inevitabile di cui sono pregne le grandi questioni irrisolte (del resto, delle proprie infelicità non si può fare altro che sorridere).
Il protagonista Giacomo è determinato a voler trascorrere da solo l’ultimo giorno dell’anno.
Al di là di una enorme tenda sul fondo del palco (continuazione della moquette che copre il pavimento a creare un ambiente soffice, ovattato, teso a proteggere qualcosa) una luce soffusa illumina fievolmente la stanza di Sofia, la sua figlia di tre anni.
Giacomo è un insegnante di filosofia precario che ama scrivere e vorrebbe lavorare al suo secondo libro.
Nella disgregazione del suo mondo affettivo cerca disperatamente la sua ispirazione.
Ogni tentativo sarà destinato a fallire perché, prima l’amico, poi l’ex compagna (madre di Sofia) e, infine, i suoi genitori irrompono nel suo appartamento, ognuno bisognoso di mettere a nudo il proprio mondo affettivo, dando sfogo alle frustrazioni che ne caratterizzano le vite e alle incomprensioni che, nel tempo, sono diventate tratti reciproci di un impossibile, reale, riconoscimento. Il tentativo è quello di rielaborare i sentimenti e ritrovare un senso sostenibile per le relazioni stesse.
La bambina, verso cui sono protese la cura e l’attenzione di tutti, molto attenti a non disturbarne il sonno, è il perno attorno a cui ruotano le vite dei cinque personaggi e la calamita che li attira a casa di Giacomo dove, in un crescendo imprevedibile, ogni protezione verrà meno e l’ambiente ovattato, soffice, rappresentazione metaforica di una protezione del non detto, si trasformerà nella morbidezza di nuovi rinnovati affetti a cui, finalmente, i personaggi hanno dato voce e potranno affidarsi.
Nel ruolo della ex compagna di Giacomo l’espressiva attrice Camilla Semino Favro, in quello della mamma e del padre i navigati Daniela Piperno e Miro Landoni, l’amico fedele e solo è interpretato da Sebastiano Bottari, perfetto nel suo ruolo.
Alla recitazione vulcanica di Francesco Brandi, briosa di Favro, pungente di Bottari, fanno da perfetto contraltare quelle esperte e ponderate di Piperno e Landoni.
La nostra stagione al Teatro Parenti si conclude con questa bella tragicommedia in programmazione fino al primo giugno. Ci sentiamo di ringraziare l’Ufficio Stampa nella persona di Francesco Malcangio e vi diciamo arrivederci alla prossima stagione teatrale 2017/18.























 

 

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