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Una scomoda verità, il documentario di Al Gore

di Massimiliano Forgione - 10/06/2008

Un messaggio morale supportato da inequivocabili perizie scientifiche. Il documentario di Al Gore sviluppa, attraverso riferimenti biografici e pezzi di comune destino, un’implicazione globale della vita che viviamo e che subiamo.
Al Gore ha speso buona parte della sua vita nell’impegno morale e urgente di diffondere questa scomoda verità, lo ha fatto dentro e fuori le istituzioni, è stato uno dei fautori della nascita ed applicazione del protocollo di Kyoto, disertato proprio dal Paese che ha rappresentato fino alla più alta carica di vicepresidente del 45° governo americano sotto l’amministrazione Clinton.
Il fatto che, pur avendo vinto le penultime elezioni americane che lo vedevano opposto a G.W.Bush, non si sia insediato a causa dei brogli da quest’ultimo perpretati e delle forzature medianiche messe in atto, rappresenta, per l’intera umanità, una vera e propria iattura.
Il surriscaldamento della terra irreversibile e totale, non è una esagerazione di oppositori ambientalisti nemici del progresso; è una realtà immodificabile che sta fagocitando il pianeta.
Ma possibile che la considerazione economica delle nostre vite sia l’unica possibile? E poi, quando la parte prosaica ha definitivamente avuto la meglio sulla parte poetica quale unica lettura della conduzione delle nostre esistenze?
Al Gore è netto: “E’ molto frustrante per me cercare di comunicare, convincere e spiegare, con parole sempre più chiare, che noi siamo ancora i maggiori responsabili di ciò che accade. Mi guardo intorno cercando di cogliere i segnali di un cambiamento da parte nostra ma continuo a non vedere nulla. Se un tema non è prioritario per i loro elettori i politici lo ignorano senza remore”.
I tempi dell’estinzione non sono certi, non c’è scienziato che possa quantificare, ma tutti concordano sulla deriva rapidissima.
Il punto di non ritorno è stato superato!
No, niente catastrofismi. Quando c’è di mezzo il dato scientifico non c’è fanatismo che trovi giustificazione. Puro realismo, a partire da un assunto: “La volontà politica è una risorsa rinnovabile”, dice Al Gore.
Mi sembra inopportuno definire obbligo morale ciò che nei fatti è soltanto imperativo reale.
La classe politica è una risorsa fossile, destinata ad esaurirsi. Questo mi sembra un altro assunto di non ritorno.























 

 

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