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Fuoco fatuo

di Marcello Masneri - 07/05/2009

L’idea di far incontrare i diversi linguaggi artistici, riuscita con il ‘Bg Jazz Festival’, ha un seguito nella seconda edizione di ‘Sguardi a perdita d’occhio’, rassegna di poesia contemporanea a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi.
Quattro importanti poeti si alterneranno sul palco atipico della ex Chiesa della Maddalena in Via S.Alessandro, leggendo poesie create ad hoc sul filo delle immagini di quattro film cult senza tempo.
Quindi, dopo aver ascoltato un percussionista ‘interagire’ con i quadri esposti alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, è toccato a Milo de Angelis, poeta milanese vincitore in passato del premio Viareggio, aprire la rassegna mercoledì 6 maggio, commentando le immagini del meraviglioso film di Louis Malle, “Fuoco fatuo”; le immagini selezionate dalla pellicola in bianco e nero del ‘63 del grande regista francese, hanno subito un adeguato montaggio, nell’intento di creare un linguaggio nuovo, una sorta di rieducazione dello sguardo, una riuscita interazione tra le immagini e le parole di Milo.
Il tema è quello del suicidio, la fine di un uomo di trent’anni, Alain, che sceglie lucidamente di porre fine ai suoi giorni vuoti, arrivando a stabilire anche la data precisa in cui metterà in atto il suo progetto.
Il regista non concede nulla al pubblico, confezionando un film asciutto, senza pietismi, senza giudizio, proponendo allo spettatore uno strepitoso Maurice Ronet nella parte del giovane alcolizzato (e l’attore lo fu veramente nella vita) suicida e una splendida Jeanne Moreau.
Le sequenze filmiche hanno le movenze del pianoforte di Erik Satie, e viceversa. La musica non è mai commovente, semplicemente accompagna in maniera fredda e angosciante il ragazzo nel suo viaggio verso il fondo, aiutando le immagini, i primi piani, i dialoghi rallentati e gli improvvisi scatti nervosi di Alain ad esprimere un profondo senso di morte.
I fiori preparati dalla donna amica di Alain sono il preludio all’ornamento di una tomba, le campane suonano a morto, così come è sinistro il suono improvviso della suoneria di una sveglia, la storiella narrata durante un pranzo riguarda un giovane che si addormenta sopra una tomba. Tutto conduce alla fine, la fine di un uomo che si dice impossibilitato a toccare la vita, quindi ad amare ed essere amato, e che sceglie la fine nella convinzione che da questa verrà finalmente toccato. Alain ha avuto molte donne ma “non le ha mai amate, non le ha toccate, non le ha sentite, non accettava che respirassero da sole; sotto ogni seno vedeva un respiro, e ne era terrorizzato”. La sua amica Solange è l’emblema della vita, bella e imprendibile. E allora ecco la scelta di darsi la morte, che si farà toccare. E’ anche un film sull’incapacità di uscire dall’adolescenza, di darle una fine, nel tentativo di dialogo forte e impossibile con il suo amico d’infanzia, che ritrova sposato e sereno.
Pensiamo a quanta filmografia esiste sul tema del suicidio, Milo afferma di esserseli visti tutti: “Jules and Jim”, “ Solaris”, “Il grido” di Antonioni, fino ai più recenti come ‘Il giardino delle vergini suicide’. A commentare le immagini che si concludono con il freddo colpo di pistola al petto la voce sobria, delicata e rispettosa di Milo de Angelis.
Tra le opere di successo di quello che è considerato uno dei più importanti poeti contemporanei europei, ricordiamo “Biografia sommaria” e “Tema dell’addio”.
Gli spettacoli continueranno per tutto il mese di maggio nella sede della ex Chiesa della Maddalena con il seguente programma:
- Mercoledi 13 maggio ore 18.30, Valerio Magrelli legge Pier Paolo Pasolini – La rabbia
- Mercoledi 20 maggio ore 18.30, Franco Buffono legge Luis Bunuel – La via lattea
- Mercoledi 27 maggio ore 18.30, Vivian Lamarque legge Albert Lamorisse – Il palloncino rosso
L’ultimo evento della rassegna vedrà protagonista Vinicio Capossela in dialogo con Vincenzo Chinasky, giovedì 4 giugno ore 21.30, nella splendida cornice del neo restaurato Teatro Sociale in via Colleoni (Città Alta). I due artisti presenteranno il volume “In clandestinità” (dal titolo di una canzone dell’ultimo album di Vinicio Capossela).
Tutti gli ingressi sono gratuiti tranne quello di Capossela (10 Euro).
Per maggiori informazioni: www.sguardiaperditadocchio.org























 

 

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