Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Chi siamo
Nail is still a very popular fashion replica handbags uk in autumn and gucci replica . The furry design on the hermes replica of the bag makes this autumn and handbags replica. Xiaobian likes the buckle like sapphire and looks quite replica handbags .
Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Il Rubricario Libri


Odissei senza nòstos
Il nuovo libro di Gabrio Vitali
Casa editrice Moretti e Vitali

di Massimiliano Forgione - 01/02/2019

Nel gioco serio della letteratura si articola la natura di un uomo che, attraverso la parola e la fisicità del suo proferimento, scandisce le sequenze della propria esistenza, da sempre e oggi ancor più aggrappata alla persuasione di una dignità da alimentare a forza di studio e immaginazione.
Odissei senza nòstos di Gabrio Vitali è un prezioso pensiero lungo sulla vicenda umana di sempre, urgente di una cura riparatrice, prima che sia nuovamente troppo tardi, che cali il sipario sulla commedia umana, unica messa in scena sulla quale abbiamo la possibilità di determinare la misura dei nostri destini.
Nella profonda conoscenza della letteratura quale arte della documentazione dei mondi possibili, l'autore propone il suo intimo viaggio estatico che soavemente si apre alla coralità per la cifra timbrica della sua prosa (pensiamo al musicista che suona la propria musica, approdo della padronanza di tutti i generi) e per la chiamata civile il cui portato risulta estremo e definitivo, perché va dritto al cuore della coscienza.
''Nel nòstos (ritorno) c'è sempre qualcosa che sfugge, il canto delle sirene la fa fuoriuscire. Ma cos'è che rimane inevaso?''
Così, l'autore le butta lì le sue provocazioni, con l'eleganza di un passaggio capace di far germogliare un fiore, con la generosità di vederlo schiudere e con la delicatezza di lasciarlo incolto, a continuare di vita propria, perché la dignità si dona anche nella separazione. Perché il discorso dell'autore è sempre maieutico, non prescinde mai dall'interlocutore, inchioda alla responsabilità primordiale dell'uomo pensante che se la deve giocare evitando di raccontarsela e assumendo su di sè la cifra di quello che vuole essere.
Se quanto rimane 'inevaso' è la possibilità di continuare a stare insieme agli amici, ebbene, la letteratura è proprio quella materia che pone riparo a questa enorme assenza, dandoci l'occasione di vivere continuamente in una dimensione di amicizia che è la cifra della civiltà.
Il discorso sull'uomo in quanto viaggiatore radica la sua storia nella condizione dell'esodo nella quale è incardinata quella dell'assenza del nòstos. Odissei senza nòstos grida che il viaggio della conoscenza contempla partenze e ripartenze in una serie di approdi che non possono essere definitivi. Perché essere presenti a se stessi, e poterlo essere per gli altri, impone la realizzazione di un ritorno, ma implica che le strategie per realizzarlo e il tentativo di non perdersi lungo il cammino, siano destinati a fallire. L'immanenza nella sua valenza ontologica richiede una sua continua collocazione sullo sfondo storico, perché in questo c'è consapevolezza, presenza, riconoscimento.
Mi sembra che il discorso letterario dell'autore verta sulla capacità tutta nostra di saper armonizzare i suoni del canto delle sirene, che questo sia il senso estetico in grado di generare una bellezza. Mi sembra che Odissei senza nòstos dica che il viaggio è il cuore del discorso, che la narrazione è fatta della nostra capacità di cogliere gli accenti musicali del canto fascinoso delle sirene per poterlo dirigere a modo nostro in una dimensione resistente di amicizia, che è civiltà, che è libertà, che è solidarietà, che è altruismo, che è letteratura, che è democrazia.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente