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Vaticano spa, Chiarelettere editore

di Andrea Turetta - 26/06/2009

Pochi posti sono inaccessibili come il Vaticano e la Banca dello Ior. Gianluigi Nuzzi prova a far luce su tanti scandali finanziari che hanno coinvolto in qualche modo la Chiesa e lo fa, grazie anche all’archivio imponente di Monsignor Renato Dardozzi, uno dei più stretti collaboratori del pontefice e conoscitore di tante situazioni delicate spesso disinnescate prima che potessero far seri danni.
Molti sapranno e ricorderanno gli eventi che coinvolsero a suo tempo Paul Marcinkus, Roberto Calvi e Michele Sindona, poco si sa invece di quello che successe dopo. Questo volume ci permette di ricostruire gli eventi che seguirono questo grande scandalo che, secondo alcuni, portò pure all’avvelenamento di Papa Luciani e che non mancò di segnare lungo il cammino tragiche scomparse, come quella che vide il banchiere Calvi, ritrovato impiccato, sotto al ponte dei Frati Neri di Londra in circostanze assai misteriose.
Una cortina di silenzio è ciò che spesso si è avuto all’interno delle mura vaticane, difficile per chiunque quindi, ricostruire alcune vicende finanziare che hanno coinvolto la Chiesa o alcuni suoi esponenti. Dissesti, affari spregiudicati, segreti che senza i documenti ed appunti lasciati da Dardozzi, probabilmente, sarebbero rimasti inestricabili.
Dalla lettura di questo volume, si capisce che per molte persone facoltose (non necessariamente esponenti della Chiesa) era importantissimo portare i propri capitali all’interno dello stato del Vaticano, dove sarebbero stati al sicuro da occhi indiscreti. Ecco perché, molti personaggi hanno deciso di far passare per alcuni conti sullo Ior dei soldi derivanti da affari molto particolari. Rimane difficile capire se davvero lo Ior fosse uno strumento inconsapevole di alcuni criminali, certo però che di soldi in certi conti, ne sono passati molti… Non sono mancati nel corso degli anni, nemmeno dei ricatti o inganni… Tutto è spiegato dettagliatamente in questo volume decisamente bollente che ci porta ad atmosfere degne della migliore spy story.
“Le firme autorizzate sono due: de Bonis Donato e Andreotti Giulio.”
Dal documento bancario che rivela tra le firme autorizzate del conto Fondazione Spellman quella di Andreotti.
“Mamma de Bonis, lotta alla leucemia; Jonas Foundation, aiuto bimbi poveri: su quei depositi più che oboli transitano cospicue tangenti.”
“Stanno per chiudere la morsa. Fonti amiche della Guardia di finanza mi hanno allertato.”
Angelo Caloia, presidente dello Ior, è informato in tempo reale sull’attività dei magistrati durante l’inchiesta Mani pulite.
“Beatissimo Padre, sento il dovere di mettere direttamente al corrente Vostra Santità dell’importo che l’Istituto è in grado di mettere a disposizione della Santità Vostra. L’importo è pari a 72,5 miliardi di lire, risultanti a fronte di rischi di varia natura.”
Lettera di Angelo Caloia a Giovanni Paolo II, 16 marzo 1994.
“I titoli passati allo Ior sono il risultato di pagamenti di tangenti a uomini politici, per importi certamente a loro ritornati in forma pulita.”
Lettera di Angelo Caloia al cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato del Vaticano, 5 ottobre 1993.
“Nel caveau dello Ior giacciono circa 27,9 miliardi di titoli di Stato italiani, Btp e Cct. Non tutti i numeri sono puliti.”
Dal report di Renato Dardozzi, ottobre 1993.
“Le transazioni a favore di mio padre passavano tutte tramite i conti e le cassette dello Ior.”
Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito. Il padre è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Gianluigi Nuzzi è inviato di Panorama. Già collaboratore del Corriere della Sera” e giornalista del Giornale, dal 1994 segue le principali inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro Paese. Nella primavera del 2008 ha avuto per la prima volta accesso all’archivio segreto di monsignor Dardozzi.























 

 

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