Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Il Rubricario Libri


I giornalisti che ribaltarono il mondo

di Massimiliano Forgione - 12/12/2011

Così scrive Roberto Savio, ideatore di quest’opera.
La IPS è figlia del suo tempo. Un tempo in cui si respirava ottimismo e fiducia. L’economia cresceva, ma il genio della finanza incontrollata non era ancora uscito dalla bottiglia dove la politica lo aveva rinchiuso e noi giovani sapevamo di avere un futuro. Oggi avviene il contrario: stiamo attraversando una crisi che ci accompagnerà, secondo le previsioni, almeno nel prossimo decennio. Il mondo è sempre meno capace di trovare una sua governabilità. Mentre scrivo, nelle mani di 51 persone è concentrato lo stesso capitale che possiedono complessivamente 1.2 miliardi di persone. I giovani disoccupati sono in media 3-4 volte superiori al totale dei disoccupati. L’80% dei lavoratori nel mondo non usufruisce dello stato sociale.
Non c’è mai stata tanta ricchezza, mai tanta povertà, e la forbice si va allargando. Abbiamo tutti i dati e tutte le soluzioni per far fronte ai problemi che ci piombano addosso ogni giorno. Ma l’idea che la sicurezza globale vada perseguita con strumenti civili, e non militari, è assente dalle scelte politiche, nazionali ed internazionali. La politica sta attraversando una crisi di partecipazione e di legittimità ed è ormai in balia del mondo della finanza, che si va sempre più affrancando dall’economia. I motori di una globalizzazione con poche regole, guidata dai vincenti, sono due: il commercio e la finanza. Le Nazioni Unite, mai riformate dopo la fine della guerra fredda, hanno cessato di occuparsi di questioni legate al commercio, che sono passate all’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO), nata fuori dall’ONU per volere dei paesi forti. E la finanza, che oggi sposta quotidianamente 40 trilioni di dollari, oltre 3 volte il bilancio annuale degli Stati Uniti, non è mai stata sotto l’egida delle Nazioni Unite, e manca qualsiasi strumento di regolamentazione.


Un saggio che vede in Roberto Savio il collettore delle testimonianze dei tanti giornalisti che hanno reso possibile a IPS (International Press Service) di nascere ed affermarsi quale la necessaria voce di un’altra informazione (www.ipsnews.net www.ipsnotizie.it).

L’esigenza è di far parlare il libro in questione e, per questo, riportiamo la testimonianza appassionante ed esaustiva di Cees J. Hamelink, anche professore di Comunicazione internazionale all’Università di Amsterdam, che collabora con IPS dai primi anni ’70:

“Cominciai a credere nella giusta causa della IPS nei ruggenti anni ’70, in un periodo caratterizzato dalla ricerca e dal dibattito politico sui temi quali la decolonizzazione culturale, la sovranità dell’informazione e la creazione di ordini del mondo più equi nei settori dell’economia e dell’informazione.

La scelta di avviare un rapporto stretto e duraturo con la IPS fu, come la maggior parte delle decisioni che si prendono nella vita, più emotiva che razionale. A convincermi fu una serie di fattori: un istintivo risentimento contro le ingiustizie, di cui si fa esperienza quotidianamente lavorando come giornalisti…..I miei scritti sulla mitologia del flusso libero di informazioni, sul controllo che le multinazionali esercitano sulla produzione e diffusione dell’informazione e sull’autonomia culturale mi avevano preparato a condividere la battaglia di IPS per un nuovo ordine mondiale dell’informazione.
5 considerazioni mi hanno fatto capire come il mio percorso personale e la missione della IPS coincidessero perfettamente:
- La predilezione per una solida indipendenza, ai confini con l’anarchia, e il rifiuto di qualsiasi forma di controllo su pensiero e opinioni da parte dello Stato o di privati.
- La confortante consapevolezza di provare e comprendere il mondo attraverso prospettive multisfaccettate e identità multiple – la IPS lanciava continue spedizioni “liberatorie” per mitigare nei propri sostenitori il senso di appartenenza e sganciarli da ogni forma di pensiero assolutista.
- Il desiderio di ampliare il modello di comunicazione prevalente come trasferimento lineare di “segnali” da un luogo ad un altro, attraverso un approccio di ampio respiro, interattivo e partecipativo.
- La realizzazione di una piena cooperazione tra giornalisti e ricercatori; …….per rendere il mondo più comunicativo e meglio informato.
- Il desiderio di lavorare con modalità non convenzionali, non conformiste (fuori dal coro), pur mantenendo standard professionali di impegno e integrità.

I giornalisti che ribaltarono il mondo

di Roberto Savio e altri 100 contributi
Edizioni Nuovi mondi
www.nuovimondi.info























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente