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E la felicità, prof?

di Giuliano Pallotta - 10/10/2012

Giancarlo Visitilli racconta la sua scuola, quella che non si ferma alle lezioni di storia, quella che insegna a vivere.
Il primo capolavoro di Giancarlo Visitilli, giornalista di Repubblica e docente scolastico, edito alcune settimane fa, sta in questi giorni convogliando migliaia di studenti nelle librerie spinti da un’insolita voglia di leggere.
Questa volta è diverso. Questa volta il libro in questione parla di loro, non solo dei 29 studenti del Prof. Giancarlo, ma di tutti gli studenti che, leggendo, possono trovare almeno una storia fra le tante raccontate nelle quali inconsciamente immedesimarsi.
Perché questo è un libro per tutti, è un libro che fa crescere i giovani lettori e riflettere quelli più maturi. Un libro che parla di amore vero, quello per la vita, senza però precludersi colpi bassi che lasceranno il lettore senza fiato per l’ansia dell’avvenire, e a volte senza parole per il risvolto dei temi più “forti”.
Forte è di fatto l’impatto che Visitilli ha voluto dare alla lettura di questo suo primo romanzo.
Un romanzo che può paragonarsi ad un contenitore di riflessioni. Tantissimi infatti i temi trattati, infinite le considerazioni a riguardo.
Un libro che ci spiega nella sua semplicità l’inesorabilità degli avvenimenti nel corso della nostra vita, ma nel contempo, la forza di chi ha il coraggio e la voglia di cambiare il suo destino.
La forza di Valentina, “una ragazza che ha conosciuto fino in fondo il vuoto: dalla testa all’intestino, passando per il cuore”, vittima della malattia moderna, l’anoressia, decide di farsi curare per uscire dal tunnel.
La forza di Giulia, studentessa modello che si ritroverà appena maggiorenne a dover affrontare una gravidanza da sola, con la paura dei giudizi del mondo.
Ma anche la forza ed il coraggio di Massimo, portatore di handicap, di Marco, Melania, Livio, Michele; insomma la forza di tutti quelli che alla fine a modo loro possono dire di avercela fatta.
Non manca, però, quel grosso fosso chiamato solitudine, che l’autore ci porta ad esplorare tenendoci per mano, mostrandoci le storie di chi invece non è riuscito ad uscirne.
Drammatici, alcuni pezzi di vita che l’autore ci racconta; Storie che hanno toccato il cuore di chi le vive in prima persona, ma anche di tutti coloro i quali sono riusciti a provare la stessa sofferenza immedesimandosi in quella raccontata.
Difficilmente, infatti, il lettore riuscirebbe a non lasciarsi commuovere dalla storia di Inesse e Gianfranco, fratelli legati dalla stessa condanna… e dallo stesso tragico destino.
Impossibile non emozionarsi dinanzi alla storia di Andrea, figlio di un padre suicida schiacciato dai debiti aziendali. E’ così, che l’autore geniale, partendo da una storia che incolla il lettore alla sedia, vuole raccontarci i risvolti, spesso tragici, della crisi economica e del precariato. Tutto sommato Andrea riuscirà a riscattare la morte del padre diventando uno psicologo esperto in casi di suicidio.
Come Andrea, ognuno proverà a riscattare qualcosa, ognuno con mezzi diversi ma tutti con la stessa forza.
Dunque, è un libro che ci insegna la caparbietà positiva, quella che ci porta ad affrontare i problemi della vita cercando infine di arrivare alla risposta di quella fatidica domanda: “E la felicità, prof?”.
Edizioni Einaudi
Stile Libero Extra























 

 

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