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Africando
taccuino di viaggi africani

di Massimiliano Forgione - 22/04/2014

Voglio parlare di un libro, bello, particolare, avvincente e avventuroso, nel fisico e nell’anima.
L’autore, di tanti viaggi, attraverso questa scrittura, ne ricompone uno, quello sublime, l’ideale che fa scorgere la linea dove tutto si tiene; dei tanti frammenti dolorosi e lieti, dove tutto si vede.
’Le rondini le ho sentite sempre vicine, nel loro istinto vitale di migrare in cerca del benessere; anch’io mi ricreo ogni anno spostandomi a sud all’inizio dell’inverno e, come le rondini, la mia motivazione istintiva non mi fa conoscere la fatica del viaggio, ma solo il piacere di andare.’
Conosco l’autore, so cosa queste bellissime, ispirate parole, vogliono intendere; oltre la loro chiarezza letteraria: uno zigzagare, ’cabrando come dei piccoli aerei neri e impennandosi nel cielo, per poi picchiare all’improvviso, apparentemente in cerca del suicidio’.
Sì, l’Africa è un suicidio dell’anima, l’Africando di Nicola Lo Re, è la reiterazione del suicidio per sentirsi vivo nella necessità di morire del suo personalissimo, esclusivo, ‘Mal d’Africa’.
Un modo di viaggiare che è l’essenza di un modo di essere, con se stesso, innanzitutto, per poi estendersi a luoghi, a persone, a situazioni.
Lo sguardo ironico dell’autore attraversa con fare leggero le pagine, dai soprannomi affibbiati a personaggi più o meno affidabili o credibili, passando per le descrizioni europee stereotipate dei luoghi africani smentite dai vissuti dell’autore, unendosi alla prosa ispirata dei fotogrammi che varcano le soglie delle abitazioni dei tuareg, a condividere frammenti di vita reale, mischiandosi alla quotidianità dei villaggi, con le sue regole, le sue profonde tradizioni, ripudiando i panni del turista che sta ai viaggi come il cittadino anonimo sta alle società.
Episodi ìlari e descrizioni comiche costellano il racconto, assolutamente avvincenti quelle che vedono i rigidi teutonici alle prese con le imprevedibilità dell’Africa; la pretesa dell’ineccepibile organizzazione può diventare pietosa là dove la vita trova la sua ragion d’essere nel lasciarsi scorrere, nell’assecondarsi.
I vissuti personali si inseriscono in esaustivi riferimenti storici che hanno la preziosità di essere stati riscontrati di persona dall'autore e che rendono l’itinerario del viaggio vitale di Nicola Lo Re unico e ripetibile.
Corredo delle parole sono delle bellissime fotografie autoriali; il lettore verifica la propria immaginazione, il riscontro di quanto le immagini riportano accrescono l’idea di bellezza dell’intera opera.
Il deserto
è la casa dei poeti.
Se poeta non sei,
entra e prega
che il cuore te lo spieghi,
per comprendere il silenzio
il senso dell’immenso,
la luce delle stelle,
e quel granello di sabbia
che scende in una tua lacrima d'oro.

Nicola Lo Re

Africando
taccuino di viaggi africani
Nuova Editrice Apulia























 

 

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