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Una vita con mia madre, ritratto della scrittrice Mariana Frigeni Careddu

di Massimiliano Forgione - 26/05/2017

Una vita con mia madre è l’atto d’amore di Stefania Careddu che si fa scrittrice per elaborare e condividere la complessità di sentimenti ed emozioni, ricollocare fatti e avvenimenti di un’esistenza vissuta fianco a fianco alla propria madre.
…..con il progredire delle culture, soprattutto dei processi mentali che oggi noi chiamiamo di carattere introspettivo, la scrittura si è rivelato uno strumento potente, anche per la costruzione della nostra storia, della nostra identità, per il potenziamento di quello che chiamiamo, anche, pensiero interiore. Quindi, l’evoluzione della scrittura ha contribuito, anche, all’affermazione dell’idea di soggettività e di identità, fino a giungere alla sua apicale affermazione che è l’autobiografia.
(Da un’intervista a Duccio Demetrio de IlMattatoio, ndr)
L’estratto appena riportato esprime al meglio la necessità che ha spinto l’autrice a ripercorrere i diari di una vita che si fanno corali e diventano di un’epoca perché chi scrive è stata un’attrice importante, Mariana Frigeni, la mamma, una scrittrice di romanzi storici di successo.
Altra chiave di lettura e di interesse del libro si può trovare in questa dichiarazione a pag. 55:
Vorrei che tutti potessero conoscere questi scritti, perché sono la testimonianza nobile di due anime alte e sincere e spiegano molte cose di ciò che stiamo vivendo.
E’ vero, percorrendo le pagine di questa pubblicazione si capiscono i meccanismi che eterni determinano le società e non solo quella italiana, considerato che, le protagoniste, si muovono all’interno di ambienti privilegiati in contesti anche internazionali.
Numerosa è la carrellata di personaggi che costellano le vicende di madre e figlia; i cinefili, nel capitolo terzo, vi possono trovare vero e proprio godimento tale è la lista di attori, registi e sceneggiatori che in vario modo incrociano la vita di Stefania che si fa strada nell’impervio mondo del cinema, senza mai scendere a compromessi, senza mai abbassare la testa, mantenendo la propria integrità, la propria anima integerrima.
L’amicizia con il giornalista Indro Montanelli, le minuziose ricerche per giungere a scrivere i suoi romanzi su figure importanti della storia bergamasca, sono i contenuti delle belle pagine che testimoniano l’amore per la scrittura di Mariana Frigeni che muove i primi passi nel mondo del giornalismo, rivoluzionando il genere del fotoromanzo che diventava scrittura amata dagli italiani attraverso le riviste Grand Hotel e Bolero.
La carriera cinematografica di Stefania termina con il suo matrimonio (destinato a finire dopo poco) con un ricco magnate americano che scatena le ire di un altro (tra i tanti) facoltoso corteggiatore, indefesso editore che ne intralcia la vita artistica. Pagine che raccontano vizi e virtù di gente di potere che, a dispetto dei tempi, reiterano modi di fare che possono diventare pubblici solo grazie a testimonianze come quella che l’autrice ha voluto consegnarci.
Una vita con mia madre, ritratto della scrittrice Mariana Frigeni Careddu pubblicato da Eurilink, Eurispes Link Campus editori, racconta di un secolo passato e archiviato in fretta, aprendo uno squarcio che rimane eterno nelle biografie di chiunque senta la necessità di addentrarvisi, senza lasciare nulla al caso che segna la superficialità della modernità.























 

 

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