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Introspezione di un viaggio

di Marcello Masneri - 21/11/2008

Introspezione di un viaggio è il titolo del progetto musicale curato dal contrabbassista pugliese Camillo Pace, datato 2007, destinato a risultare uno dei lavori più interessanti del panorama jazz degli ultimi anni in Italia.
Questo si deve ad un’originalità che impedisce una classificazione precisa dello stile dell’album, così permeato da sonorità atipiche, variegate, intense e assolutamente in grande equilibrio tra loro.
Basti pensare al contrappunto del pianoforte che sovente va a dare un ritorno di classico al timbro portante delle linee melodiche di chiara matrice jazz, disegnate sapientemente dal contrabbasso.
Con tali caratteristiche sonore si esce nettamente dalla definizione di contrabbasso come strumento da sezione ritmica tipico del jazz, per entrare in territori difficili, solitamente esplorati con retorica ed ingenuità dalle cosiddette nuove leve jazzistiche. Non è il caso dell’affiatato quartetto, che riesce a spaziare da attimi musicali tenui, introspettivi, vagamente new age (ma mai stucchevoli), a momenti di fusione con suoni rubati alla realtà quotidiana (il rumore di matita su di un foglio), fino ad un omaggio ad una bella linea melodica degli Eels (così ci è parso di interpretare).
Vero è che Camillo Pace, pur essendo nato nel 1978, vanta un buon curriculum, soprattutto per la varietà di esperienze affrontate e di collaborazioni che lo hanno visto vicino a orchestre classiche e jazzisti, avendo inoltre all’attivo anche numerose esibizioni in tutto il mondo.
Nell’album emerge un fraseggio insistito che vede protagonisti di volta in volta gli strumenti presenti e che crea una sensazione di tempo dilatato. La batteria elettronica di Lello Patruno contrasta felicemente con la classicità del suono del pianoforte di Josed Chirudli.
Si ha in generale la sensazione di essere partiti per un viaggio che non ha una meta se non il piacere di improvvisare. Il suono della chitarra elettrica di Valerio Daniele è deciso e nitido, sembra raffreddare l’atmosfera, fino a quando giunge il suono pulito del contrabbasso di chiara impostazione jazz di Camillo Pace, che a volte ricorda il grande Charles Mingus.
Tutti questi elementi così diversi convivono con grande equilibrio e fascino in questo felice album d’esordio.
Per contatti: africapace@libero.it tel. 080 4306 106























 

 

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