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Germano Mazzocchetti, TESTASGHEMBA, (Egea Music, giugno 2009)

di Carta da Musica (promozione e ufficio stampa) - 14/09/2009

Noto soprattutto per le sue colonne sonore per la tv, il cinema e il teatro, Germano Mazzocchetti non ha mai abbandonato la sua passione per il jazz, la musica etnica, per le sue radici culturali. Abruzzese di origine, Mazzocchetti rievoca in questo suo nuovo album ricordi, personaggi e storie, apparentemente dimenticate, prendendo le mosse dalla sua terra natía. Ne esce fuori un’opera che è un vero e proprio amarcord di felliniana memoria che di quell’idea di cinema e di musica possiede l’incedere, la potenza narrativa e l’emozionalità.
Testasghemba è il titolo del disco, ispirato al soprannome del calzolaio-filosofo del suo paese d’infanzia, figura quasi mitica, perché ormai in via d’estizione, di quel genere di persone atipiche, ai margini ma dignitose, che delle piccole comunità rappresenta un po' la coscienza collettiva. Testasghemba ci accompagna in musica, con il suo passo a volte spedito, a volte divagante, e ci fa passeggiare tra la gente nelle vie e nelle piazze, cogliendo gli odori e gli umori di un’Italia che sembrava sparita, ma che era solo nascosta; quell’Italia del piccoli centri, legata alle sue tradizioni e ai suoi ritmi, che grazie alle composizioni di Mazzocchetti vivono, palpitano, emozionano più che mai. Con schiettezza e senza nostalgia, come fa giustamente notare il critico e scrittore Nicola Fano nelle note del libretto del cd (arricchito dalle tavole dell’illustratore Michelangelo Pace www.michelangelopace.it ). La musica di questo album si giova infatti della capacità, di retaggio teatrale, di suscitare immagini senza mediazioni, che rinuncia ad un piano meramente evocativo, per raccontare la verità, senza fermarsi alle apparenze. Proprio come il teatro che, nella sua finzione assoluta, dice la verità tutte le sere. Ed eccoci allora catapultati a partecipare a un Ballo sulle aie, in una Passeggiata sulla via Etnea e in Piazza Garibaldi, a giocare a scopa con Fanti e santi in una Sera d’aprile con Il vento e la pioggia, in un Calma apparente, insieme a Testasghemba che ci racconta questa Terra Bella con il suo sguardo tenero e con passo tormentato come un Tango burbero…























 

 

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