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Il jazz di Trovesi e Coscia

di Marcello Masneri - 17/09/2009

‘Come bere vino in compagnia dell’oste’. Partecipando ad un concerto del duo Trovesi-Coscia si ha un po’ la stessa sensazione. E’ davvero un partecipare, un esserci molto da vicino, e non solo un ascoltare da spettatore, visto che i due ‘ragazzi’ (più di 120 anni in due) offrono sempre uno spettacolo che oltre ad un elevato livello artistico offre felici intermezzi da istrionici cabarettisti. L’appuntamento di sabato 19 settembre alle ore 17.00 al Quadriportico del Sentierone non è certo un’occasione unica per sentire l’affermato duo jazz, viste le ininterrotte esibizioni live degli ultimi anni in terra bergamasca, italiana, europea e non solo. Ma è sicuramente una delle ultime occasioni, per quest’anno, di godersi del buon jazz all’aperto in quel di Bergamo. In quell’occasione ci sarà anche la ritmica di Stefano Bertoli ad accompagnare le melodie popular-jazz di Trovesi-Coscia. Del ‘nostro’ Gianluigi Trovesi (nativo di Nembro) si è detto e scritto tanto: un sassofonista e clarinettista che ha conosciuto i riflettori solo dopo i 34 anni, nominato nel 2001, per meriti artistici, Ufficiale della Repubblica dall’allora presidente Ciampi. Un personaggio, il sessantacinquenne musicista orobico, motivo di interesse da parte di più studenti universitari che hanno trattato la sua arte musicale nelle loro tesi di laurea. In mezzo a tutto questo innumerevoli produzioni musicali di alto prestigio in Italia e all’estero, l’avvicinamento a diversi registri stilistici musicali che escono da schemi e classificazioni e, su tutto, a detta di esperti e non, il confezionamento, proprio dieci anni fa, del capolavoro “In cerca di cibo”, insieme proprio a Gianni Coscia, un lavoro di grande eleganza jazz in salsa popolare. Come coniugare perfettamente la musica colta con quella popolare senza nulla snaturare, come ebbe a dire addirittura Umberto Eco nella lunga nota allegata al cd. L’Avvocato Gianni Coscia da sempre afferma di non essere un fisarmonicista, ma un musicista che usa la fisarmonica come mezzo e non come fine, portando avanti un lavoro che possa dare un significato nuovo al suo strumento, farlo uscire da certe convenzioni e da una certa storia, per farlo essere ‘solo’ un mezzo per fare della buona musica, uno strumento di comunicazione, di storie e di emozioni. Coscia ha suonato in tutto il mondo, spingendosi fino in Cina, Siria, Giordania, Tunisia e Finlandia. Ha collaborato a progetti con artisti del calibro di Enrico Rava, Giorgio Gaslini, Renato Sellani e Milva e ha contribuito al mantenimento del ricordo e alla diffusione della musica di Kramer e Piazzolla. Lo spettacolo fa parte della rassegna “Trofeo Fausto e Gianni Radici. Fondo in piazza”, giunta alla sesta edizione, che coniuga sport (lo sci di fondo) e musica per ricordare due grandi personalità del territorio bergamasco dal punto di vista imprenditoriale e umano. L’aspetto musicale ha visto come protagonisti la Big Band di Paolo Tomelleri domenica 13 settembre e proporrà come terzo e ultimo appuntamento, domenica 20 settembre, sempre alle ore 17.00, la bella voce di Karin Schmidt in un omaggio a Marlene Dietrich, con l’accompagnamento del maestro Gianni Bergamelli al pianoforte. Tornando al concerto di sabato 19, vista la natura imprevedibile dei personaggi in questione, nonché il loro sconfinato e variegato curriculum, non sappiamo anticipare il programma, perchè pensiamo che non sia cosa nota nemmeno a loro, fino all’ultimo secondo. Dopo un sodalizio professional-amicale che dura da più di vent’anni è più facile improvvisare che programmare.























 

 

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