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I Caravan e Richard Sinclair
Era il 1971 e tutto nasceva!

di Marcello Masneri - 04/10/2007

I Caravan sono stati fra i pionieri di quel genere musicale che ha abbracciato praticamente tutti gli anni settanta e che prende il nome di rock progressive.
Più precisamente i maggiori critici collocano Richard Sinclair e il suo gruppo fra gli artisti usciti dalla cosiddetta scuola di Canterbury, creata dal grande Robert Wyatt.
Elementi rock, jazz, psichedelica e classica sapientemente fusi fra loro davano origine ad sound inconfondibile, che molti di noi hanno amato, stilando classifiche di preferenza che accendevano appassionate discussioni.
Ma stabilire chi fosse meglio tra Yes, King Crimson, genesis, Emerson Lake & Palmer o i primi Pink Floyd era praticamente impossibile, perché ognuno ha aggiunto qualcosa di personale nella ricca gamma di sperimentazioni musicali di quegli anni.
Sicuramente i Caravan sono fra i più meritevoli anche se meno noti, ma un loro album è rimasto nella storia. Infatti, è ancora oggi nei primi posti tra gli album più venduti al mondo, e non per una casualità; In the land of grey and pink, del 1971, è un perla di raffinatezza vocale (R. Sinclair) unita perfettamente a una linea musicale delicatissima dove chitarra elettrica, violino, mellotron, pianoforte e flauto e tromba si alternano per creare magiche atmosfere (la suite di 23 minuti ne è l’esempio più eclatante).
Quindi, un album simbolo di quel periodo, un livello artistico elevatissimo mai più raggiunto dal gruppo del grande Richard Sinclair, che dà il proprio contributo come cantante, bassista e chitarrista.
Richard Sinclair, oggi sessantenne, che abbiamo avuto il piacere di conoscere e con cui abbiamo condiviso momenti particolari al Bed&Breakfast La Masseria di Martina Franca (TA) nella stupenda Valle d’Itria, ha voluto chiudere questo articolo con questa frase:
“Adesso vivo in Puglia, in un fantastica struttura di trulli che sto riattando. Continuerò la mia ricerca musicale di sempre, con lo stesso antico spirito di Grey and Pink, cercando di arricchirlo con i suoni e i colori di questa terra.”























 

 

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