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IO SO CHE UN GIORNO… per IVAN DELLA MEA

di Marcello Masneri - 04/05/2011

‘A noi cani sporchi più volte delusi, rimasti bastardi tra mille carezze, ci prende la voglia di aprire le mani, di unire alle vele le nostre bandiere’. In qualche modo parente di De Andrè per quel suo modo di stare con gli ultimi della fila, di trasformare le miserie in miserie d’autore, Ivan Della Mea (in realtà Luigi) resta nei ricordi di pochi, purtroppo. Di chi riesce a sentire ancora nel vento quella voce miseramente stonata, sul tappeto volante di un dialetto milanese come lui. Umberto Eco, non senza ammirazione, nel bel mezzo di una cena, tentò di definire Della Mea con l’espressione ‘E’ un archetipo!’. Ivan non alzò gli occhi dal piatto, in realtà non sapeva di preciso cosa volesse dire ‘archetipo’. Nato a Lucca, cresciuto per un certo periodo a Bergamo, ma milanese in tutto e da sempre, Della Mea non è solo canzone di protesta sociale. E’ stato sì importante testimone di una stagione in cui i movimenti politici giovanili degli anni sessanta si accompagnavano spesso a canzoni che oggi non si scrivono più. Ma non sono da meno le sue canzoni d’amore, o quelle pervase da un’esistenzialismo autobiografico a volte a sè stante. Scriveva canzoni sull’onda di un sentimento scoppiato all’improvviso in mezzo ad una disputa verbale, tirando in causa vicini di vita che finivano per rappresentare una categoria (sempre i diseredati, gli sfortunati). Gianni Mura lo definì ‘uno che sente ancora fischiare il vento, e non è il solo, ma la maggioranza ha orecchie foderate. Uno che non ha cambiato il mondo, ma dal mondo non si è fatto cambiare’. L’ha fatto da scrittore, musicista e cantautore (dieci 33 giri e 2 cd), poeta. Insieme a Gianni Bosio è stato il fondatore del Nuovo Canzoniere Italiano, autore e interprete di spettacoli musical-teatrali (Calendimaggio, Karlett), giornalista pubblicista (Manifesto, Liberazione, Unità), soggettista e sceneggiatore, anche assistente alla regia di Monicelli nel film ‘Toh, è morta la nonna’. Fu Presidente di Circoli Arci e altro ancora. In ogni azione ‘pensava anarchico e viveva sinistro’. Le sue canzoni più note, a volte non sono le più significative. Comunque si ricordano El me gat, tra le prime, La nave dei folli e La ballata dell’Ardizzone , tra le seconde. Un bel documentario gli rende degno omaggio: ‘A quel omm’, sincero e sensibile ritratto dell’artista lombardo che si racconta in prima persona, verrà proiettato a Bergamo, all’Auditorium di Piazza della Libertà, venerdì 27 maggio 2011 alle ore 20,30. Ingresso libero. Interverranno Paolo Ciarchi, Isabella Cagnardi, Sandra e Mimmo Boninelli. Rinfresco a fine serata. L’omaggio continua domenica 5 giugno con un vero e proprio concerto al Lazzaretto, Piazza Goisis, alle 20.30, all’interno della festa Regionale della CGIL. Presenti sul palco Giovanna Marini, Gualtiero Bertelli, Paolo Ciarchi, Gang, Alessio Lega, Sandra e Mimmo Boninelli, Dudu Kuate.
Qualche dubbio sul rinfresco.























 

 

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