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Camillo Pace e Connie Valentini per Bob Marley

di Marcello Masneri - 16/05/2011

Bob Marley si può rileggere in tanti modi. Il progetto messo in piedi tra il 2009 e il 2010 da Camillo Pace si chiama UHURU WETU (la nostra libertà) e sembra tenere conto innanzitutto della profondità del significato religioso che sta dentro le note del compianto musicista giamaicano. Echeggiano i sentimenti di speranza di libertà del continente nero, tradotti in musica con le melodie storiche e i ritmi reggae che tutti conosciamo. Marley è da sempre una passione del contrabbassista e compositore pugliese che per questo ha pensato bene di chiamare a sé musicisti del calibro di Marco Tamburini (tromba), Roberto Ottaviano (sax soprano), Nando Di Modugno (chitarra), Pippo Ark D’Ambrosio (percussioni). Non un tributo, nelle intenzioni degli attori, ma un omaggio. Abbastanza sorprendentemente, l’intima impronta jazz data a tutti i pezzi di Bob, stravolti e cantati ottimamente dalla vocalist Connie Valentini (degna allieva di Tiziana Ghiglioni), non ci fa affatto storcere il naso; anzi ci invita a lavorare di sottrazione e a considerare la pulizia dei suoni e dei fraseggi del duo (Pace-Valentini) di volta in volta sopraffatto da fiati, voci e percussioni. Si assiste ad una sottile ricerca musicale (c’è la mano di Pace), a vantaggio di una felice elaborazione degli arrangiamenti. Nessuna traccia di manierismo o protagonismo da parte degli interpreti, mentre si fanno apprezzare gli accenni di vocalizzi in ‘Get up stand up’. Ascoltatori, dimenticate le cadenze tipiche del reggae; qua e là riaffiorano, ma questo è jazz, tinteggiato qua e là dagli interventi vocali dei cantanti kenioti Nyamai Anthony Mukoko e Likono Alexander Ashivsaka. Scorrono, mimetizzate tra i fraseggi jazz, le voci di Karol Wojtyla e di Martin Luther King (c’è a chi piace… e a chi non piace). La presenza di Leonard Cohen tra le cover non può che far piacere, soprattutto se si tratta di Hallelujah, per ricordare una volta ancora la cifra stilistica e il carattere profondamente spirituale del progetto. ‘Il volo dell’angelo’ è l’unico pezzo originale, creazione di Camillo Pace, pezzo che forse sacrifica le qualità vocali della Valentini, a vantaggio di quelle dell’ex Pontefice.
Un progetto coraggioso quello di Pace, ben riuscito grazie soprattutto al notevole livello tecnico degli interpreti e senz’altro grazie anche alla fede in Dio, come ricorda lo stesso Camillo nelle note a margine del cd.
Per cui, Pace e bene. Amen.























 

 

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