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Contemporaneo immaginario

di Massimiliano Forgione - 10/10/2011

Bellissimo il Contemporaneo immaginario del trombettista Marco Tamburini, autore e arrangiatore, assieme al pianista Stefano Onorati, di suoni che profondono immagini che calano l’ascoltatore in atmosfere fatte di modernità dove non viene persa la tradizione, la classicità.
Il progetto nasce dall’incontro dei Three Lower Colours (per l’appunto: Marco Tamburini alla tromba/live electronics, Stefano Onorati al pianoforte/tastiere/live electronics e Stefano Paolini alla batteria/live electronics) e i Vertere String Quartet (Giuseppe Amatulli e Rita Paglionico al violino, Domenico Matro alla viola e Giovanna Buccarella al violoncello) ed è proprio l’alchimia di questa collaborazione che fa incontrare suoni di una dimensione più consolidata (tradizione) con una assolutamente più attuale (modernità) per confluire in uno scorrimento innovativo dove ”l’aria sarà l’ideale mezzo di trasporto”.
Molto apprezzabile il pianoforte e le incursioni live electronics di Stefano Onorati nella prima traccia di questo lavoro: Il mercato delle spezie; si ha subito un’idea di qual è l’impronta concettuale che gli artisti hanno voluto dare all’opera. Si procede con Nebbie, il brano, assieme al successivo Arabesque, arrangiato da Tamburini; prevale la sua tromba, originale e melodica che dialoga con gli archi dei Vertere, belli gli interventi del pianoforte e tastiere elettroniche. Dopo l’immaginaria danza del ventre di Arabesque, dove si può apprezzare la batteria di Paolini, ecco il brano originale di Tamburini e Onorati: Contemporaneo immaginario e qui, calza benissimo l’affermazione di quest’ultimo: ”La musica di solito nasce dall’Immaginario di chi la scrive, oppure dal risultato di un'improvvisazione collettiva e quindi nel momento in cui si avvera è contemporanea per tutti.”
Oltre l’orizzonte e Blu elettrico danno una sorta di inversione al lavoro, più elettronica, con una tromba più acida in alcuni tratti, una batteria incalzante, l’ascoltatore è calato in un’atmosfera fatta di mistero ed enigma.
Il suono del vento, altro brano originale del concept-album, il duo Tamburini-Onorati esalta le sue qualità compositive assolutamente visionarie. Il progetto viene riportato alla sua iniziale natura, il percorso sta per volgere al suo arrivo ma l’ascoltatore ha ancora davanti a sé Albe, Medina, Knives Out di cui gioire. Splendidamente arrangiata la prima: è qui che l’incontro dei sette musicisti raggiunge il suo climax. Breve ma intensa la seconda che annuncia il brano di chiusura: Knives out, l’unico non originale della coppia artistica Onorati-Tamburini ma da attribuire a T. Yorke. Grazie a Note Sonanti che ci regala un bellissimo Contemporaneo immaginario.
Per Note Sonanti S.r.l.
Edizioni discografiche e musicali























 

 

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