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Iguazù

di Massimiliano Forgione - 06/12/2011

Ed eccola la tanto attesa pubblicazione per Note Sonanti dell’ultima fatica del sassofonista soprano Javier Edgardo Girotto e del fisarmonicista Luciano Biondini, frutto di un sodalizio che dura da anni, come testimonia il dvd del live tenuto a Vinnitsia in Ucraina nel settembre del 2007, parte del prezioso cofanetto che nel cd racchiude dieci inediti registrati tra il 14 e 15 marzo 2011.
Il lavoro prende il titolo di Iguazù (Grandi acque) e richiama il vivo ricordo della terra d’origine di Girotto che così rende il suo omaggio ad un bene tanto prezioso per tutti noi, forse tanto voluto e pensato in quanto mai, come oggi, messo in discussione. “Ricordo della mia terra ….fonte d’energia e d’ispirazione ….. linfa che scorri nelle crepe della tua antica valle……tesoro immenso parte di quel luogo sospeso che ospita tutti noi….e canti ancora per lei….la Terra.” Parole bellissime queste di Javier che scorrono impetuose come il flusso della prima aria: What is there what is not, scritta da Biondini, incalzante sin dall’inizio a proporre il suo ritornello in diverse tonalità e varianti, un pezzo da colonna sonora che introduce Cinema, a firma di Girotto (come tutte le composizioni tranne la precedente e Prima del cuore), un vero e proprio omaggio alla settima arte; si prosegue con Maragliao e la conversazione tra i due strumenti si fa più vivace, battuta e risposta in un fraseggio incalzante.
Tutti i brani riconducono al movimento dell’acqua, a quello imponente delle cascate dello stato del Paranà che dal 1986 sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio umanitario.
Così, questa musica ricca di incastri e fluida, vorticosa nel suo flusso fino a quando “…si getta quasi per necessità verso un punto di riposo, come per trovare pace”, per dirla alla Biondini, incalza con Cincueca a segnare la migliore tradizione tanguera argentina.
Dopo il brano che dà titolo al concept-album si passa a Tucumàn dal nome della provincia argentina e le note vagano libere ad esaltare la libertà che da questa città si profuse in tutto il Paese, era il 1812.
Con Teorema e Matias si chiude questo lavoro stupendo, immaginifico, le anime trovano pace, l’acqua ha fatto il suo giro e restano incessanti i suoi rimandi.
www.notesonanti.com























 

 

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