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Il Free-jazz di Mauro Gargano

di Marcello Masneri - 07/02/2012

Vive e produce jazz a Parigi, Mauro Gargano, contrabbassista ancora un po’ pugliese, ormai ex promessa del jazz Made in Italy. E’ del 2009 il progetto ‘Mo’Avast Band’, in dialetto barese ‘Ora basta’, disco “Revelation” per la rivista francese Jazz Magazine; una vera e propria scorribanda nel free jazz estremo, uscito per la nuova etichetta ‘Note Sonanti’ solo alla fine del 2011. Evidentemente hanno fatto bene al quarantenne talento barese i 14 anni di permanenza in Francia, immerso in un substrato musicale notoriamente più aperto alla valorizzazione della fantasia compositiva in chiave jazz, soprattutto se accompagnata da una robusta padronanza dello strumento. Avere poi il sax tenore del pluripremiato Francesco Bearzatti a tenere alta la cifra free del progetto, è una garanzia. Sembra riecheggiare, qua e là, nei brani del disco, il sound vigoroso e tecnicamente eccelso prodotto dal fortunato quartetto ‘Tinissima’. Ma i meriti dell’album sono anche altri. I brani si presentano dotati di una struttura ogni volta diversa e originale; diversi i fraseggi tra il pianoforte di Bruno Angelici (grande nella traccia 10, a chiudere il disco) e il contrabbasso di Gargano, con i due sax (c’è anche Stephane Marcier al sax alto, più compassato) ad inseguire. La batteria di Fabrice Moreau brilla di luce propria e dà prova di grande personalità, pur restando al servizio della squadra. I brani sono di Gargano, a parte un tributo ai Coldplay (cover di ‘When God Put A Smile Upon Your Face’, felicemente irriconoscibile) e un pezzo del compianto Lennie Tristano.
Quello di Gargano è un timbro molto personale, senza traccia di protagonismo e l’ampio spazio lasciato a Bearzatti rimanda spesso e molto volentieri a Ornette Coleman. Forse, nato in Italia, un lavoro coraggioso come ‘MO’ AVAST BAND’ avrebbe avuto meno consensi, nonostante la crescente curiosità per questo tipo di progetti da parte degli organizzatori di certi festival (ad esempio Paolo Fresu per le ultime due edizioni di Bergamo Jazz Festival). Le collaborazioni che può vantare Gargano non si contano. Bastano i nomi di Eric Harland, Aaron Goldberg o del batterista Christophe Marguet. Per l’immediato futuro è stato fatto il nome dell’estrosa pianista Chihiro Yamanaka. Previste scintille. Restiamo in attesa. Intanto, per farsi un’idea dal vivo, bisogna uscire dall’Italia: l’11 febbraio, ‘Gargano Trio’ a Parigi, al Roland Garros; il 6 marzo a Eaubonne, il 9 marzo a Parigi, all’'Improviste'.
www.maurogargano.net























 

 

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