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Nostalgie de l'avenir

di Massimiliano Forgione - 14/06/2012

Ed ecco il nuovo lavoro del pianista toscano Stefano Maurizi a segnare la quinta produzione dell’etichetta Note Sonanti che ormai c’ha abituato alla fruizione di un jazz sofisticato, innovativo, ispirato.
Nostalgie de l’avenir è il titolo dell’album che profonde la sua mistica musicale lungo tutto il suo discorso concettuale e che contraddistingue le otto composizioni, tutte originali (a parte la prima Avec le temps, omaggio al grande chansonnier Leo Ferré), degli ispirati musicisti che accompagnano Maurizi: David Venitucci all’accordéon, Mauro Gargano al contrabbasso e Antoine Banville alle percussioni.
Soffermiamoci un attimo sul titolo: Nostalgia dell’avvenire, ossia desiderio di rivivere qualcosa di già ‘vissuto’, ‘fatto’ se pensiamo che si tratta di musica, ma che ancora deve arrivare, che riguarda il futuro, appunto. Le diramazioni semantiche potrebbero essere infinite ma, a chi scrive, piace pensare all’idea di una possibilità rubata, alla percezione di una sensazione bella, poco distante dalle nostre vite e che, per distrazione, incuria, noncuranza, sfila via, svanisce, senza che nessuno possa fare niente se non provare nostalgia, magari musicando questo sentimento di consolazione nella sconfitta.
Forse per questo l’album apre con Avec le temps di Leo Ferré, motivo e parole originali di profonda nostalgia che il quartetto rivisita alla maniera di un onirismo più contemporaneo. Un omaggio perché il percorso narrativo si apre e viene chiuso con Alina: Alina Impromtu e Shadows of Alina sono le due tracce contenitore, la prima introduce il soggetto, improvvisa presenza mistica, l’ultima ne contempla il lascito, una nostalgia tutta da vivere.
In mezzo Urban Jungle, ossia lo spostamento incondizionato dell’anima sognante nella metropoli, ricettore di tutto e di niente che con il caos gioca, creandone musica. Il senso filologico del viaggio continua con Le sémaphore, come se l’osservazione dei movimenti urbani si soffermasse sull’andirivieni di gente e mezzi prima di giungere alla contemplazione più estatica e intimistica di Vicoli segreti. A seguire Processione, più di nove minuti di marcia lenta, viene l’idea del tramonto di questa ipotetica giornata di un presunto osservatore sognante che si aggira in una presumibile metropoli francese (Maurizi dedica a Parigi tutto il lavoro) che si conclude con l’ultimo veloce rientro, ognuno per sé e in un proprio luogo-rifugio, di Monoica, prima di farsi prendere dalla ‘nostalgia a venire’ con cui accompagnarsi alla notte nel ricordo di Alina.

www.notesonanti.com























 

 

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