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Quale musica, quando e dove?

di Marcello Masneri - 22/10/2012

L’evento desueto che non t’aspetti. Un microfestival di cultura marocchina ha fatto capolino a Bergamo verso la fine del mese di ottobre. Quattro serate che non facevano parte del blasonato Molte fedi sotto lo stesso cielo, quindi, chi lo sapeva? Nella più antica chiesa della città, San fermo (XII), per la prima e unica volta, si è dato appuntamento un folto silenzioso e attento pubblico marocchino (molti giovani!) e una manciata di fedeli indigeni anziani; sicché, per qualche ora, tra le vetuste mura romaniche, la prima lingua non era il dialetto, non si sentiva parlare in italiano ma si è salutato, suonato, cantato e ringraziato in lingua araba. Doveroso il veloce ringraziamento iniziale al Don della parrocchia ospitante, poi via con l’ensemble Sharg Uldusù (Stella d’Oriente), scafati frequentatori di festival jazz e etnici italiani. Il loro repertorio, più popolare che colto, ha pescato con semplicità tra le melodie tradizionali provenienti da un’area molto estesa del bacino del mediterraneo, dalla Turchia fino al Maghreb. Gli Sharg Uldudù sono Ermanno Librasi al clarinetto in metallo, al Duduk, al Kaval, alla Zurna e ad altri simpatici strumenti a fiato tradizionali marocchini, turchi ed armeni. Elias Nardi, il più grande suonatore di Oud, il liuto arabo, in Italia. Zakaria Aouna, alla voce, al Darbuka, al Bendir (percussioni).
Il pubblico ha ascoltato per più di un’ora pezzi di breve durata tra cui non è passato inosservato un motivo tradizionale molto intenso e malinconico dal titolo Bakhta, che ripropose una quindicina d’anni fa Khaled, il più conosciuto cantante di musica , un genere che mescola le influenze musicali algerine con elementi della musica occidentale. L’effetto è stato quello di una lunga suite arabo-ossessiva, quasi una nenia, di alto spessore artistico, grazie alle capacità dei musicisti e col favore di un’intimità data dagli spazi angusti e semibui dell’interno della chiesa, dal palco-altare spoglio e dall’assenza di alcun tipo di amplificazione degli strumenti. Chapeau. Nel suo insieme l’iniziativa culturale ha avuto luogo in varie zone della città, dal 20 al 23 ottobre, ed è stata promossa da Agenzia per l’Integrazione, dall’Ordine degli Architetti di Bergamo, SlowFood e Università degli Studi di Bergamo. Nel programma una conferenza sull’Architettura contemporanea in Marocco, una cena con prodotti tipici marocchini, presieduta da uno stellato chef marocchino, e la serata musicale di cui sopra. Insomma a Bergamo, alle porte dell’autunno, per non sentire sempre la stessa musica e per non mangiare sempre polenta e coniglio, è quindi bene non lasciarsi sfuggire i piccoli trafiletti incastonati non si sa bene in quale pagina dei quotidiani locali…
Ma a prescindere, forse è meglio infilare l’autostrada, Milano o Brescia non importa. Vi lasciamo allora con tre segnalazioni di eventi sui generis, se non altro per il giorno di programmazione degli spettacoli e per l’orario. Domenica mattina 28 ottobre alle ore 11 l’attesissimo battesimo della rassegna ‘Aperitivo in Concerto 2012 - 2013’ al Teatro Manzoni (Milano) con il grande sassofonista Archie Shepp; in tutto sono 12 concerti di altissimo livello tutti la domenica alle ore 11.00; programma sul sito www.aperitivoinconcerto.com. Se non gradite il jazz classico e sperimentale del Manzoni potete virare verso il Filodrammatici per ‘I Concerti della Domenica’ , dal 20 gennaio al 14 aprile 2013, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, sempre la domenica mattina, con più spazio alla musica classica ed etnica. Programma completo sul sito www.teatrofilodrammatici.eu. Se imboccate per Brescia, fino a dicembre 2012 fate tappa al Teatro Grande, la sera questa volta. Vi aspetta la musica di Arvo Part, il Wayne Shorter Quartet, il violoncello di Mario Brunello, il pianoforte di Michael Nyman e altro. Programma completo sul sito http://www.teatrogrande.it/concerti/. Salam!























 

 

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