Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Il Rubricario Musica


Aaron Parks Trio

di Marcello Masneri - 18/11/2013

Classico musicista jazz newyorkese per il timbro free che lo contraddistingue, il trentenne Aaron Parks ha portato il suo trio al teatro Manzoni di Milano domenica mattina 10 novembre. Alle ore 11 ha esordito con una battuta, tipica per chi sale su quel palco a quell’ora: ‘Buongiorno, è troppo presto per fare musica ma sono felice di essere qui’. Il trio (circa 90 anni in tre) è composto da Anders Christensen, danese, al contrabbasso, maniche corte con tatuaggio di Billie Holiday ben in evidenza, un passato e un presente anche al servizio della musica rock, nel jazz già vicino di palco di Paul Motian, Tom Harrel, Joe Lovano e Lee Konitz. E RJ Miller alla batteria, diverse buone collaborazioni alle spalle tra cui Jorge Rossy. Tornando ad Aaron Parks, il curriculum evidenza i lavori a fianco di artisti come J.Redman, Akinmusire, T.Blanchard e Mike Moreno, tra gli altri. L’artista nativo di Seattle ha un tocco lieve e raffinato che si può ammirare anche nell’ultimissimo lavoro ‘Arborescence’, in piano solo, dalle sonorità che paiono scontare la lezione prejazz di Satie, senza dimenticare che ogni talentuoso pianista jazz sembra figlio di Bill Evans. In realtà nella versione in trio il giovane artista americano sembra avere più spazio per mettere in luce molteplici caratteristiche espressive di grande efficacia, che appunto si avvicinano ai canoni free del jazz newyorkese, come si è notato al Manzoni, anche nell’esecuzione di un buon numero di standard, tra cui ha impressionato Come rain or come shine di Harold Arlen, proposta come bis. A metà concerto il rigoroso e sottovoce batterista Miller ha abbandonato bacchette e spazzole, servendosi delle nude mani per accompagnare Parks in un blues dolcissimo. Meraviglioso l’effetto. Il suono cristallino e l’estrema raffinatezza della musica di Aaron Parks sono state esaltate dalla splendida acustica, fiore all’occhiello del Teatro Manzoni. Dopo l’ottima impressione suscitata dal talento di Parks, c’è attesa ora per un combo di altra cifra stilistica in arrivo domenica 24 novembre. Trattasi della Anthony Joseph & The Spasm Band del sempreverde poeta e cantante Anthony Joseph, accompagnato da chitarra, basso elettrico sassofoni e batteria per uno spettacolo che si annuncia come una spasmodica fusione di generi musicali, dalla musica caraibica al funk, dal jazz al calypso.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente