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Five for John

di Marcello Masneri - 04/02/2014

Esce a febbraio per la JANDO MUSIC, FIVE FOR JOHN, il nuovo lavoro dedicato al genio di John Coltrane, firmato Dado Moroni. Per il suo cinquantesimo compleanno il musicista genovese ci regala un disco in cui vengono riproposte alcune chicche di diversi grandi jazz-blues man del passato, tenendo fede alle versioni inimitabili di Coltrane. Dado ha chiamato a sé gli amici Max Ionata-sax, Alvin Queen-batteria, Joe Locke-vibrafono, Marco Panascia-contrabbasso. Dado è tra i pianisti più conosciuti e richiesti anche fuori dall’Italia, Alvin ha suonato con John Coltrane, Joe con Ron Carter e Kenny Barron. Max è sassofonista in costante ascesa e un grande conoscitore della poetica coltraniana e Panascia è richiestissimo negli Usa e si muove a suo agio andando a completare una sezione ritmica di grande effetto. E’ suonato e registrato magistralmente e chi era presente domenica 2 febbraio al Blue Note di Milano si è potuto rendere conto di persona di quanto la versione live del disco trasmettesse addirittura energia ulteriore. La forte personalità dei singoli musicisti ha fatto scaturire, fin dal check-in pomeridiano, una grande tensione creativa che ha portato ad un gran livello di perfezionismo nel concerto delle ore 21. Poter suonare Coltrane vuol dire conoscere e amare la sua poetica, le innovazioni stilistiche da lui apportate nel linguaggio del jazz e, semplicemente, saper suonare. Sul palco del locale milanese troneggiava al centro il vibrafono di un elegantissimo Joe Locke, padrone della scena per buona parte del concerto ma anche altruista e pronto a defilarsi per lasciare spazio a non pochi ‘solo’ degli altri quattro. Poco dietro stava seduto alla batteria Alvin Queen, letteralmente adorato dal pubblico per il suo tocco vigoroso e raffinato al tempo stesso. Max Ionata, subentrando qua e là negli standards proposti, alternando soprano e tenore ha dato prova di grande capacità interpretativa. Moroni si è avvalso della sua esperienza e del suo alto tecnicismo facendo sentire il suo ruolo di leader, presentando i pezzi e mostrando in più riprese buone doti di intrattenitore. In scaletta quasi tutti i pezzi dell’album con brani di Tyner, Gershwin (una But not for me memorabile come bis), Elvin Jones, due pezzi di Moroni e Fred Lacey con una struggente versione della bellissima Theme for Ernie. A metà concerto Locke, in duo con Moroni, ha deliziato la platea con un suo brano di rara raffinatezza. In molti nel corso del tempo hanno reso omaggio al mito Coltrane. Ricordiamo in Italia il bel lavoro di Giorgio Gaslini, raffinato, rivolto prevalentemente al lato compositivo del sassofonista statunitense. Il progetto del quintetto di Moroni è di altra matrice, va diritto al cuore, si esprime anche attraverso le facce e le mani dei musicisti sul palco, fa uscire la bella nostalgia della spiritualità della musica di Trane, appare più vicino al respiro di quel pezzo di storia della musica da lui scritta.























 

 

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