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Grey Cat Jazz Festival 2014
DEE DEE BRIDGEWATER

di Marcello Masneri - 19/08/2014

Fa freddo lunedì 11 agosto al Teatro Estivo Le Ferriere di Follonica (GR). Ma niente paura, alle 21.30 arriva Dee Dee Bridgewater e la temperatura si alzerà. Si entra con 25 euro; è il biglietto più costoso del Grey Cat Jazz Festival ma il tutto esaurito è garantito, come sempre con Dee Dee. Come porta bene i suoi 64 anni questa raffinata leonessa senza tempo della musica soul & jazz. Rose rosse accanto al pianoforte a coda e un thermos col the pronto per ogni attacco di sete. Senza sbavature per due ore di spettacolo, Dee Dee lascia che nella prima parte i suoi giovanissimi compagni musicisti (potrebbe essere la loro nonna) diano corpo e fiato al loro talento, davvero eccelso. Poi si riprende la scena e seduce tutti facendo valere un’esperienza musicale pazzesca visto che sono quarant’anni che sale sui palchi dei migliori festival jazz in compagnia di gente come Sonny Rollins, Max Roach e Dizzy Gillespie, e qui ci fermiamo, crediamo che possa bastare. Uno dei punti più alti della sua carriera è senz’altro il tributo alla Holiday, nell’album To Billie with love from Dee Dee.
Dicevamo del suo gruppo: i due fiatisti sono semplicemente eccezionali, Theo Croker alla tromba (già al terzo lavoro da solista) e Irwin Hall al sax; sessant’anni… in due. Nel brano d’apertura i due sembrano aver ascoltato e assorbito negli anni la miglior musica di Earth Wind and Fire e simili. La tecnica è sublime e l’interplay è perfetto. Il palco è tutto loro per i primi dieci minuti, prima dell’arrivo di Dee Dee.
Dal secondo brano, Afroblue, si entra nel jazz puro e si inizia a percepire quanto sia compatto il nuovo sestetto che accompagnerà la Bridgewater nel nuovo tour. La sezione ritmica formata dal trentenne Kassa Overall alla batteria e da Eric Wheeler al contrabbasso è impeccabile. Al pianoforte a coda il diligente Michael King, meno apprezzabile alle prese con gli effetti speciali delle tastiere. Il terzo pezzo è introdotto da Dee Dee: è Blue Monk, di Thelonious Monk, testo di Abbey Lincoln. Siamo nel blues puro, luogo in cui Dee Dee Bridgewater è molto a suo agio. Alla fine l’artista di colore si diverte a imitare con la voce la tromba di Croker. Si ride tanto, sul palco e tra gli spettatori. Si ha l’impressione che l’artista statunitense possa fare ciò che vuole, l’attento e innamorato pubblico è tutto con lei, a prescindere. Poi è il turno dello splendido omaggio a Billie Holiday: parte una versione di God bless the child che non ha bisogno di commenti. Da ricordare anche una delicatissima versione di The music is the magic, secondo omaggio ad Abbey Lincoln. Quindi è la volta di due nuovi brani dell’album di imminente uscita, dal sapore squisitamente soul, con assoli significativi del talentuosissimo batterista Overall, molto spettacolare. C’è spazio anche per un tributo a Michael Jackson, a dimostrazione che la versatilità dell’artista di colore è notevole, il suo repertorio musicale davvero vasto. Per il gruppo della Bridgewater la tappa di Follonica è la prima di un lungo tour che toccherà diversi punti del pianeta. Ce lo dice lei, soddisfatta di se stessa e del pubblico (di ogni età) che l’adora e non smette di ballare, al termine del bis-omaggio dance-funky a Stevie Wonder. Doveva essere uno dei concerti di punta del Grey Cat e le attese non sono state tradite. Per chi la volesse riascoltare dal vivo senza uscire dall’Italia l’appuntamento è per il 31 ottobre, al Bologna Jazz festival.























 

 

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