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Scraps di Ludovica Manzo

di Danilo Bertolotti - 02/11/2015

“Scraps” è l’esordio da solista della cantante e compositrice partenopea Ludovica Manzo, già attiva in vari progetti dal jazz contemporaneo alla musica d’avanguardia.
Negli undici pezzi che compongono l’opera la limpida e versatile voce-strumento della Manzo è sempre sapientemente contrappuntata e arricchita dagli altri strumenti: il sax e clarinetto di Beppe Scardino, la chitarra elettrica di Marcello Giannini, il contrabbasso di Riccardo Gola e la batteria di Ermanno Baron.
Il sognante brano di apertura si nota per linee melodiche degne del miglior Robert Wyatt e per un suadente binomio contrabbasso\ sax.
“Sometimes” con richiami bossa-latini e uno splendido assolo di chitarra anticipa “Country Fair” con testi di Charles Simic, un blues a tratti disarticolato e straniante.
Con “Mesigi” si torna ad atmosfere sognanti ed eteree, splendida in particolare la sezione sax-voce- batteria che chiude il brano.
Nella composita opera sono presenti anche composizioni più aspre e ostiche dove domina l’improvvisazione (“Fitz”) pezzi distonici come “Ayl” e in particolare “Con Fusione” brano free arricchito da sperimentazioni vocali che ricorda i pezzi più avantgarde degli Area e del Rock In Opposition.
Notevole inoltre la malinconica cover di “Any old wind that blows” di Dick Feller già interpretata nel 1973 da Johnny Cash.
Meritano infine un’attenzione particolare anche i testi. Si nota un uso raffinato della lingua inglese: scelta di lemmi non consueti , rime interne che esprimono l’interesse della cantante per la letteratura e il suono delle parole. D’altra parte il testo della composizione dal gusto retrò che chiude il cd è un libero adattamento di una poesia di Pessoa; ricordo inoltre che Ludovica ha interpretato in altri progetti brani originali su testi di Stefano Benni.
“Scraps” è pertanto un lavoro eterogeneo e convincente ricco di sfumature che conferma la versatilità di Ludovica e la maestria degli strumentisti coinvolti.























 

 

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