Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Il Rubricario Musica


David Amram Quintet

di Massimiliano Forgione - 29/02/2016

Un vecchio signore della musica, in scena al teatro Manzoni di Milano per la rassegna Aperitivo in concerto, segna il suo passaggio in Italia dopo sessantadue anni.
I suoi sono ottantasei, portati da buon ‘nonno dei fiori’, direbbe Giorgio Gaber; David Amram annuncia ogni brano con un piccolo racconto, cimentandovisi in italiano, accattivando un pubblico puntualmente ricettivo e reattivo (niente di più comune di questi tempi) ai momenti celebrativi.
Sicuramente le parti più interessanti del concerto. Quest’uomo è passato attraverso sessant’anni di narrazione musicale, incontrando i nomi più illustri del jazz che han fatto la storia.
Di formazione classica, già giovanissimo passa al jazz, animando la più viva scena della Washington di Charlie Parker e Dizzy Gillespie.
All’ottuagenario artista va riconosciuta la levatura del compositore; bellissimi i suoi classici di pellicole senza tempo; ricordiamo Splendor in the grass; come memorabili i suoi accompagnamenti ai reading di Jack Kerouac e Allen Ginsberg.
Personaggio eclettico e polistrumentista dal pianismo essenziale, quasi semplice, che si fa apprezzare per le sue melodie accattivanti che inchiodano gli altri strumentisti a metriche ripetute dalle quali, sovente, nel concerto di domenica, si è staccato l’ottimo contrabbassista Rene Hart.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente