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MOOSTROO - il nuovo album

di Marcello Masneri - 25/11/2016

‘Nel tempo fugace l’amore ci cuce’ sono i versi che chiudono la canzone d’amore ‘Meteora’, pezzo che apre il nuovo lavoro dei Moostroo dal titolo ‘Musica per adulti’. Nel procedere dentro una struttura musicale semplice e ripetitiva, ci pare uno dei momenti più riusciti dell’album soprattutto perché oggi, comporre una canzone d’amore senza fare figuracce, è davvero difficile. Loro, gli autori, i colpevoli, sono gli autori Dulco Mazzoleni, scimitarra e voce, e Francesco Franz Pontiggia al basso a due corde. Completa il trio Igor Malvestiti, essential drums. Per almeno la metà dei bergamaschi amanti della musica indipendente quella vera, non c’è bisogno di presentazioni. L’altra metà si informi, ne vale la pena. L’album è uscito il 14 novembre ed è rigorosamente autoprodotto.
Dalla seconda traccia in poi l’album vira vistosamente verso le atmosfere cupe ed essenziali di una musicalità già sentita e amata negli anni 80 del punk dei Cure (per fare un esempio). ‘Oblio’ , il quinto pezzo dell’album, può sembrare un omaggio ad ‘Accuracy’, da ‘Three immaginary boys’.
Chi, come ascoltatore, ha seguito la nascita della musica indipendente italiana si è avvicinato probabilmente ai suoni distorti degli inventori italiani di tale stile e parliamo del Consorzio Suonatori Indipendenti di Giovanni Lindo Ferretti, anni 90 e dintorni. C’è anche qualcosa di loro nella musica per adulti dei Moostroo. In ‘Regalami’, terza traccia, la vena cantautorale che sprigiona sembra strizzare l’occhio ai La Crus di ‘Nera signora’ , altro gruppo cult di quel periodo felice. Anche Le Luci della centrale elettrica, con il loro album d’esordio, sembrano far sentire la loro eco nelle nude e scarne strutture musicali dei musicisti bergamaschi.
Ma le influenze citate sono supposizioni e puro gioco fine a se stesso del recensore. Quello che rimane a seguito di un reiterato ascolto del CD è una rara sensazione di empatia rispetto al senso del lavoro svolto, spiegato bene dagli autori nel loro sito, senso che secondo noi a conti fatti si esprime meglio nelle musicalità che nei testi. Il discorso vale soprattutto per chi si avvicina con pancia e cuore a quelle tematiche esistenziali.
Insomma tutto il lavoro sembra seguire la regola della sottrazione in termini di struttura musicale e i ragazzi mostrano di padroneggiare quest’arte, e vanno fino in fondo, fino a togliere anche due corde al basso.
L’album si chiude con la dolce cupa ‘Umore nero’ , col supporto del violoncello di Leonardo Gatti. Significativa l’idea di un finale così, tutto è ridotto all’osso, tutto è originale e affascinante. L’album così appare come un piccolo romanzo breve.
Innumerevoli le date dei concerti in programma da qui all’eternità. Chi era presente al Druso, locale cittadino, venerdì 18 novembre 2016, si è già fatto un’idea del progetto. Per il seguito del tour andate su http://moostrootrio.wixsite.com























 

 

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