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FREDERIC RZEWSKI
El Pueblo Unido Jamás Será Vencido!

di Comunicato stampa - 02/12/2016

Se le Variazioni Diabelli rappresentano, a detta di Arnold Schönberg, “il più avventuroso lavoro di Beethoven”, le 36 variazioni sulla canzone di Sergio Ortega, El Pueblo Unido Jamás Será Vencido, che Frederic Rzewski ha composto come contraltare alle più celebri, non possono che essere un vero esempio di grande, grandissima musica. Avventurose anch’esse, spettacolari, mobilissime, camaleontiche, quasi a rappresentare la forza e la determinazione, la resistenza e la paura di un popolo, come quello cantato da Ortega, in lotta contro la dittatura. Il risultato è un inno nell’inno, un capolavoro annoverato tra i capisaldi della letteratura pianistica del tardo Novecento.
Frederic Rzewski, pianista virtuoso e tra i più grandi talenti compositivi delle avanguardie americane, dopo lunghi anni di assenza, si ripresenta a Milano il 4 dicembre, h. 11, sul palco del teatro Manzoni. Partendo da un brano dall’impostazione eminentemente tonale, Rzewski trasforma la composizione originaria di El Pueblo Unido Jamás Será Vencido facendo uso di una molteplicità di tecniche e d’influenze, dalla tonalità pandiatonica al serialismo fino alla libera improvvisazione che è spesso presente, inserendosi perfettamente nel filone conduttore della 32ª edizione di “Aperitivo in Concerto”.
Il geniale compositore e pianista Rzewski non è certo un improvvisatore per vocazione o per mestiere, eppure in El Pueblo Unido Jamás Será Vencido l’improvvisazione è fortemente presente. Proprio Rzewski ha affermato: “Improvisation is the soul of classical music”.
Creato in occasione del bicentenario della nascita degli Stati Uniti, The People United Will Never Be Defeated! è un’imponente serie di variazioni della durata di oltre cinquanta minuti, eseguita per la prima volta nel 1976 dalla pianista Ursula Oppens al Kennedy Center di Washington, in occasione di un concerto celebrativo per i duecento anni degli Stati Uniti. Da allora, il lavoro è stato inciso più volte (da Marc-André Hamelin, Sergio Ortega, Ralph van Raat, Ursula Oppens, Corey Hamm, Ole Killerich, Omri Shimron, Karl Schumacher, Igor Levit, Christopher Hinterhuber, Stephen Drury, Lee Sangwook, Yuji Takahashi) e ha conquistato un posto nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali e persino in talune competizioni pianistiche.
All’epoca in cui componeva The People United Will Never Be Defeated! Rzewski collaborava costantemente a New York con il gruppo Musicians Active Collective, il cui scopo era enunciare un credo, illustrare la connessione fra la propria musica e le lotte politiche nel mondo. I musicisti di tale collettivo si esibivano in concerti a favore di determinate cause politiche, come quelle del Chile Solidarity Committee, dell’United Farm Workers o dell’Attica Defense Committee. Nato a Westfield, Massachusetts, nel 1938, Frederic Anthony Rzewski è uno fra i principali compositori e pianisti americani della seconda metà del Novecento. Inizia a suonare il pianoforte all’età di tre anni, e a quattro comincia a ricevere un’istruzione musicale formale che lo porterà a frequentare Harvard (1954-1958) e Princeton (1958 – 1960), perfezionandosi in Europa grazie a una Fulbright Fellowship che lo porta a Roma. Allievo di Walter Piston, Roger Sessions, Milton Babbitt e Luigi Dallapiccola, è inizialmente influenzato da Schönberg, Webern, Cage, Stockhausen, Boulez e, successivamente, dall’amico e collega Christian Wolf. Durante i suoi studi a Harvard con Walter Piston si afferma inoltre come eccellente interprete bachiano.
Il suo periodo di perfezionamento in Italia (1960 – 1962) segna anche il suo esordio come professionista. Grazie all’amicizia con Severino Gazzelloni e Franco Evangelisti, si afferma come dotatissimo strumentista e ha occasione di presentare le prime mondiali di pagine come Klavierstück X (1962) e Plus-Minus (1964) di Stockhausen, oltre a lavori di Boulez, Bussotti, Kagel, Cage, Feldman e Wolff.























 

 

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