Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Conversazione con


Gesù, primo migrante

di Massimiliano Forgione - 10/06/2008

Conversazione con Gaetano Salvemini in arte Caparezza
Comunichi attraverso un ritmo ballabile e un linguaggio accessibile. Pensi che i tuoi messaggi tutt’altro che banali facciano breccia nel tuo pubblico di giovani?
Non lo so, ma tanto io non scrivo per un pubblico, scrivo per me. Cerco di fare delle cose che possano piacere a me e forse è questa onestà intellettuale artistica che viene apprezzata. Non credo neanche di avere dei messaggi francamente, sono stimolato da delle questioni che poi metto in musica. Poi, che sarà sarà, davvero!
Una domanda su una materia che mi sta molto a cuore e che da un po’ di tempo a questa parte porto avanti per cercare di capire. Qual è secondo te la partecipazione politica nella quotidianità da parte dei giovani?
Questa è una serata positiva, ci sono le associazioni del volontariato, una parte della società di cui non si parla mai abbastanza. Però, è vero, c’è una sorta di lobotomizzazione del giovane, ma credo che faccia parte di ogni generazione. Credo che in generale si stiano spostando gli esempi; diventa più interessante per un ragazzo, perché di moda, seguire e avere atteggiamenti violenti, proprio perchévengono spettacolarizzati. Però, c’è un sottobosco estremamente attivo e sensibile di persone che agiscono concretamente, nel bene, su tutto il territorio italiano.
Tu credi nella politica?
Certo, in quella disinteressata, senza conflitti d’interessi, non in quella dei partiti. Negli anni abbiamo visto come siano i partiti a cambiare le persone e non il contrario.
Però, penso che ci sia anche una degenerazione della parola politica, proprio perché tutto è politica, questa diventa sempre più disimpegno che, poi, è quello che sposta più voti di qualsiasi cosa impegnata. Disimpegnare le menti delle persone significa non farle partecipare attivamente e in questo i nostri politici ci sono riusciti perfettamente, spostando l’attenzione da tutto ciò di cui, in Italia, non si deve più parlare. Quindi, il disimpegno è la cosa più politica che esista.
Bergamo solidale per una città vivibile è il nome di questa manifestazione. Entro la fine del 2008 saranno costruiti oltre 5000 appartamenti per continuare a lasciarne altrettanti sfitti. Insomma, la speculazione edilizia per come, ormai, la conosciamo e che ha reso le nostre città sempre più invivibili.
Io mi sono fatto l’idea che dove c’è speculazione non c’è vivibilità. Una persona specula per trarre profitto, lo stiamo vedendo con gli inceneritori, quanti interessi girano intorno alla questione rifiuti. La speculazione è una considerazione malata della vita. Mettere il profitto sopra ogni cosa che, oggi, si concretizza, sempre più, in arricchimento dei pochi a detrimento dei molti. Poi, c’è l’emulazione, che non crea meno danni. Cioè, il povero che non contesterà mai questo stato di cose perché il miraggio della ricchezza è la propria speranza, ciò che lo tiene in vita. Perché gli operai hanno votato destra?
Tu sai che il problema dei rifiuti la Campania lo subisce ma, in buona parte, non lo genera. Il nord è fortemente corresponsabile di quanto sta avvenendo in quella regione.
Certo! Così come è vero che la raccolta differenziata viene abdicata perché bisogna fare gli inceneritori. C’è un forte interesse economico che va in quella direzione. E’ il capitalismo, del resto, cosa ci aspettiamo se accumulare è prioritario rispetto a ridistribuire. E’ uno stato mentale ancor prima che sociale.
Come la vedi la situazione di Napoli, secondo te, ha soluzione che non passi attraverso disordini forti?
Secondo me, sbattere in prigione il primo che protesta non è una soluzione democratica. Ma io non faccio testo, ormai penso nella penombra.
Ti dirò che mi meraviglia vedere tanta gente che viene a vedere i miei concerti e a sentire quello che dico.
Cioè, ti meravigli del tuo successo?
Frequento molti giovani che vengono a casa mia e in studio e ti posso dire che c’è una virata in senso più autoritaria.
E’ una percezione che ho anch’io, questo numero sviluppa questa tematica nel rispetto di tutti i migranti. L’incapacità di attribuire dignità all’umanità.
Io sono nipote di migranti e figlio di operaio. Per cui non posso vedere l’emigrazione come una cosa negativa. Purtroppo, sai, si vincono le elezioni sul sesso, la fede, la famiglia, si chiama in causa Gesù Cristo e non si tiene in alcuna considerazione che questi è stato un migrante. Ecco, un po’ di spirito critico aiuterebbe a vivere un po’meglio tutti.
Secondo te perché c’è questo giro di vite? Anche chi prima era identificabile in un’altra ideologia oggi fa discorsi che non possiamo non tacciare di intolleranza.
Ma il popolo subisce l’informazione. C’è magari meno pericolo in giro di quanto ci viene raccontato, però, lo stato d’allerta che ci proviene dagli organi d’informazione è alto. Il popolo è suscettibile e non ha le armi.
Oltre all’informazione può essere che, proprio perché si allontana sempre più il miraggio di potersi arricchire, proprio perché per poter sussistere bisogna fare una fatica quotidiana enorme, abbiamo bisogno di identificare in maniera precisa la causa dei nostri malesseri e a farne le spese sono i più deboli?
Certo, bisogna sempre trovare il capro espiatorio. Ti fa stare meglio se la colpa è di qualcun altro.
Si parla tanto di rumeni in Italia ma io vorrei anche che si parlasse di italiani in Romania. Io sono stato a Bucarest e lo spettacolo che diamo non è bello. Ma questo, nessun organo d’informazione ce lo racconta.
La Lega ha vinto con più del 31% in quest’area, facendo leva, non solo sulla problematica della sicurezza, ma anche su una disinformazione storica che grida giustizia: il fatto che il Sud viva sulle spalle del Nord.
Io vorrei che, all’improvviso, tutti gli immigrati, che siano terroni, che siano extracomunitari, andassero via da questa regione, l’economia si fermerebbe.

Inoltre, c’è anche il luogo comune che i terroni non vogliono lavorare che va sfatato una volta per tutte.
Quante morti all’Ilva di Taranto e al petrolchimico di Brindisi.
Ritengo che chi vada a lavorare sapendo che forse non farà ritorno a casa, tutto abbia, fuorché la voglia di oziare. Un meridionale accetta il fatto di poter morire per poter lavorare. Questa è un’infamia che grida giustizia.
Però, ecco, diciamo che anche questo è difficile dirlo e nessun organo d’informazione ne farà mai una notizia. Per cui, lo penso, ne parliamo adesso, ma fuori dal pensiero comune nel quale non mi riconosco.
Il pensiero comune che è diventato il pensiero unico.
Appunto. Per cui, buh?
Attendi gli eventi?
Sì, non è la società ideale. Diciamo che mi estrometto e vivo nella penombra.
Mettiamola in facezia. Sei uscito dal tunnel? Molti hanno detto che è meglio arredarlo.
Il problema non è uscire dal tunnel ma è quello che ti aspetta dopo. Se trovi i lavori in corso è meglio tornare indietro.
Me li dai un po’ dei tuoi capelli?
Se non li usi come feticcio e non ne fai una bambolina voodoo, volentieri.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente