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BoPo di Ponteranica – Intervista a Graziano

di Marcello Masneri - 28/10/2008

Siamo andati a conoscere meglio lo spazio BoPo di Ponteranica, alle porte di Bergamo. Il Bopo (acronimo del bocciodromo di Ponteranica), dall’aprile del 2007 ad oggi, è diventato sempre più uno spazio difficilmente definibile, grazie alle molteplici attività culturali che si sviluppano in seno ad esso.

Abbiamo chiesto a Graziano, eclettico gestore del locale e principale artefice del progetto, di raccontarci la sua avventura.
Sì, diciamo che ho la fortuna di avere dei collaboratori validissimi e pieni di idee . L’unione di queste forze comuni rende possibile ciò che succede qui al BoPo. Oltre alla solita attività canonica di bar, tavola fredda e pizzeria per nutrire il corpo, cerchiamo di nutrire anche lo spirito con iniziative culturali.
Mi viene in mente l’organizzazione della seconda ‘Cena della legalità’, svoltasi sabato 11 ottobre, per sostenere e finanziare nel nostro piccolo la Cooperativa “Valle del Marro” operante in Calabria e legata ai progetti dell’Associazione “Libera terra”. “Libera terra” è quell’associazione ideata e fondata da Don Ciotti che coordina le attività di coloro che gestiscono beni e terreni confiscati alla mafia. Questi ragazzi lavorano in pessime condizioni, sotto le intimidazioni continue da parte della criminalità organizzata.
Inoltre nutriamo lo spirito anche con la musica dal vivo due sere la settimana, il mercoledì prevalentemente col jazz o musica etnica, il sabato con altri generi musicali; ma sono in programma anche attività teatrali e a novembre, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, vorremmo mettere in scena “I monologhi della vagina” o “Sesso, sì grazie , tanto per gradire” (dal libro di Iacopo Fo).
Questo tema che ci sta molto a cuore vorremmo fosse nei pensieri della gente e discusso il più possibile.
Graziano, le vostre attività nascono in collaborazione con altri enti o associazioni presenti sul territorio. Mi viene in mente ‘Altro Mercato’, la presenza nelle zone di una realtà teatrale come ‘Erbamil’ o ancora l’Associazione ‘Casa delle donne-Gaia’. Quanto è importante questo tipo di collaborazione?
Da soli nulla sarebbe possibile, sarebbe presunzione da parte nostra. Inoltre, quest’ unione di intenti e di forze permette un passaparola e una curiosità dilagante che è quello che ci interessa. Se un progetto interessa e ha obiettivi condivisi la collaborazione diventa passione.
‘Cooperativa Amandla’, legata al commercio equo e solidale, e la Cooperativa “Magnolia” sono con noi in occasione di organizzazione di cene.
In particolare mi piace ricordare una cena organizzata ispirandoci al bel libro di Montalban, “Ricette immorali”, un’altra a base di cioccolato. E il due novembre ci sarà una cena “al buio”, in collaborazione con alcuni esperti tra cui camerieri non vedenti che serviranno ai tavoli.
Organizzata dal comune di Ponteranica, abbiamo ospitato recentemente un’esposizione di incisioni di Manet.
Inoltre, offriamo il nostro spazio alle idee del “Progetto giovani” di Ponteranica.
Spesso i nostri spazi sono occupati dalle attività ludico-ricreative di ragazzi disabili che si dilettano con le bocce. Quindi, vogliamo che il BoPo sia un luogo di vero incontro tra le persone. Infatti, qui non abbiamo la televisione.
A Bergamo, soprattutto in provincia, è raro entrare in un locale ed unirsi a persone che già occupano un tavolo. E’ possibile solo se si respira un’aria familiare. E al BoPo quest’aria si respira. Diciamo che la gente entra e felicemente si adegua al vento che già tira. Questo è ciò che abbiamo riscontrato. Il bar è fatto di parole e azioni delle persone.
Sì, le cene di cui parlavo prima vedevano la gente (anche più di 100 persone) conoscersi per la prima volta scoprendosi vicini di tavolo. Eravamo una tavolata unica. Lavorando qui sto conoscendo persone fantastiche, che fanno cose fantastiche. E non avendo mai fatto questo mestiere, non avevo avuto in passato occasioni così naturali di conoscere gente bella.
Ritengo che, dopo l’insegnante, fare il barista sia il mestiere più bello del mondo! Sono contento di sentire che la gente che viene qui e scopre il BoPo poi viene da me e mi dice che qui si sentono a casa loro.
Recentemente è nata una discussione in merito ad alcuni manifesti esposti da voi qui al BoPo. Un quotidiano locale è venuto a farvi domande. Ci puoi raccontare?
Rifondazione Comunista, il giorno dopo il tentativo di Maroni di far prendere le impronte digitali anche ai bambini, ha mandato fuori quel manifesto dove si vede una bambina col viso imbronciato che dice “per motivi di sicurezza offriremo il dito a Maroni”, innalzando il dito medio. La satira per me è fondamentale, è il metro della coscienza politica di un paese. Io ho esposto tele manifesto e un rappresentante della lega nord di Ponteranica è venuto e ha chiesto di poter togliere il manifesto. Questo è stato rimosso, ma mani ignote il giorno dopo l’hanno riattaccato. Dopo una scenata di protesta io, per “par condicio”, anzi, per “par con dito”, ho pensato di attaccare a fianco del manifesto incriminato, il manifesto raffigurante Bossi che offre il dito medio all’inno italiano e alla bandiera italiana durante una manifestazione pubblica.
Questa storia è finita sui quotidiani in maniera tanto seria, invece di farsi tutti una risata.
Per me parlare di queste cose ed esporle significa anche far girare le rotelle del cervello di chi legge.
Mi chiedo se l’unica cosa divertente sono le battute del bagaglino: spero proprio di no.
La gente si scandalizza per un manifesto con l’immagine suddetta e non muove un dito per altri scandali degni di tal nome.

Ringraziamo Graziano e vi invitiamo a venire a conoscerlo di persona e a visitare il BoPo, con i suoi ampi spazi anche all’aperto, immersi nel verde.
A Ponteranica , in Via Concordia 6.
Oppure visitate il sito www.ilbopo.it























 

 

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