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Conversazione con


Conversazione con Gianluigi Nuzzi

di Massimiliano Forgione - 24/01/2010

Gianluigi Nuzzi è un apprezzabile giornalista di destra. Tra le ultime collaborazioni ricordiamo quelle per Panorama, Il Giornale, attualmente lavora per Libero.
Ha scritto un bel libro: Vaticano Spa per Chiarelettere edizioni in cui prova a far luce sui tanti scandali finanziari che hanno coinvolto in qualche modo la Chiesa e lo fa grazie anche all’archivio imponente di Monsignor Renato Dardozzi, uno dei più stretti collaboratori del pontefice e conoscitore di tante situazioni delicate spesso disinnescate prima che potessero far seri danni.
Questa non è stata un’intervista facile; quando si è culturalmente diversi l’approccio è diffidente, la conduzione della conversazione problematica.
Ho apprezzato l’onestà intellettuale del giornalista, dipanatasi nella parte finale del confronto, dopo un’inutile ostentazione di acrimonia, dovuta, forse, alle presunte, reciproche faziosità.

Come dobbiamo considerare il fatto che lo scudo fiscale sia passato nel modo che tutti ormai conosciamo e che “Libero”, per il quale lei lavora, vicino a questo governo, l’abbia pienamente appoggiato senza rilevarvi nessun elemento di criticità?
Ho difficoltà a risponderle perché non ho la conoscenza approfondita sullo scudo fiscale.
Potremmo ragionare sul fatto che, a mio modo di vedere, tale decreto legge è un ulteriore calcio alla moralità di questo paese
E’ un periodo che sono un po’ lontano dall’attualità……
Lei ha fatto un discorso onesto e apprezzabile sul ruolo socile del giornalismo, della rete……
Lei mi chiede se sono a favore dello scudo fiscale oppure no, ad oggi non lo so dire, se mi chiama fra un mese glielo saprò dire. Le posso anticipare che ci sono degli ambiti in cui non si può fare di più di quanto si tenti. Capisco il senso della sua domanda: lo scudo fiscale è immorale perché permette a gente che ha nascosto soldi al fisco di riappropriarsene con due lire e di fatto farla franca; però, le dico, se questa è l’unica strada per far rientrare i nostri soldi è giusto praticarla o è meglio abbandonarla?
A mio avviso la percentuale del 5% è non solo iniqua ma ridicola.
Però, visti i livelli di evasione, dovessero rientrare buona parte dei capitali, si verrebbe a creare una cifra cospicua per fare tante cose di cui questo paese ha bisogno.
Lo IOR beneficerà di questi capitali o, vista l’indipendenza dello stato in cui opera, non potrà farlo?
Assolutamente no! Lo Ior opera in Italia ma da uno stato estero.
Sa che Banca Etica è l’unica che ha posto il veto a possibili transazioni di questo genere?
Bah!
A proposito del caso Marrazzo, non le risulta atipico che Berlusconi gli telefoni per avvisarlo dell’esistenza di un video compromettente e di quella natura?
No!
Perché?
Perché è atipico? E’ nell’ottica dell’attività di questo presidente del consiglio. Lo avvisa perché ritiene che sia una cosa delegittimante nei confronti di un collega che fa politica come lui. Probabilmente non sarebbe successo l’inverso.
Ed è quanto addotto dallo stesso Berlusconi, dicendo che un uomo di sinistra non avrebbe mai usato questo atto di cortesia.
Cos’è, vogliamo rimproverare a Berlusconi di non aver strumentalizzato politicamente la vicenda? Le dico una cosa: Berlusconi era obbligato ad avvisare Marrazzo, perché un domani, qualora si fosse saputo che ne era a conoscenza e non ne mise a parte l’interessato, sarebbe stato criticato proprio per questo.
Però, intendo riferirmi al fatto che, a mio modo di vedere, sia strano che Berlusconi entri in possesso di tale materiale. Quando penso ad un politico, a maggior ragione il presidente del consiglio d’Italia, quindi anche il mio, lo vorrei considerare alle prese con la ricerca delle possibili soluzioni dei problemi di questo paese e non a passare il tempo a visionare filmini hard di avversari politici.
Ma che ci sia un enorme conflitto d’interessi in Italia è cosa risaputa, è sotto gli occhi di tutti. Allora, su ciò sono d’accordo con lei: vi è una grossa anomalia nel nostro paese; sul fatto che Berlusconi abbia avvisato Marrazzo non ci vedo nulla di strano.
“Libero”, in passato, ha fortemente criticato tutta l’attività del magistrato Luigi De Magistris assieme a quella di Gioacchino Genchi……
…se vuol sapere cosa penso di Genchi le posso dire che quando faceva il poliziotto era molto valido; rimango stupito, ma l’ho detto anche a lui, quando questi si mette in permesso sindacale per diventare consulente informatico dei magistrati, poteva farlo benissimo senza ricorrere a questo istituto, come fanno tanti poliziotti a 2000€ al mese. Non ho memoria di comunicati sindacali da parte di Genchi ma mi ricordo benissimo delle onerose parcelle che questi ha fatto pagare alle procure.
A volte, leggendo determinati articolisti, sembra che tanto la stampa di destra quanto quella di sinistra abbiano trovato un comune capro espiatorio nella persona di Giulio Andreotti, tralasciando altri nomi. Le chiedo dov’è il confine tra prima e seconda repubblica?
Secondo me Giulio Andreotti è uno dei più grandi protagonisti della storia del nostro paese più che un capro espiatorio.
Non ci sono infiltrazioni nella seconda repubblica di quel modo di fare politica? Presso quale scuola si è formato Dell’Utri, per esempio?
Ma Dell’Utri non è andreottiano!
Ma io mi riferisco ad un modo di concepire il potere politico! E’ una sua affermazione che Mangano non era mafioso prima di arrivare ad Arcore e lo è diventato in seguito!
Mi riferisco all’affiliazione! Allora, uno dei punti del processo Dell’Utri è che Berlusconi si rivolse alla mafia, chiedendone la protezione, perché temeva che i propri figli potessero essere sequestrati; incontra Di Carlo, emissario della mafia e questa gli manda Mangano, fattore che non si occupa di cavalli bensì di proteggere Berlusconi. Adesso, il mio ragionamento è questo: possibile che la mafia mandi a proteggere Berlusconi qualcuno che non è affiliato a cosa nostra? La mafia, per proteggere un importante imprenditore del nord, manda Mangano che è vicino ma non affiliato a cosa nostra? Che non ha quel vincolo di sangue che contraddistingue chi aderisce alle cosche? Poi sa, è chiaro che io vada a cercare dei punti di debolezza nelle impalcature!
Quindi il processo a Dell’Utri è un’impalcatura!
Il che non vuol dire che sia un castello di sabbia; non so se Dell’Utri sia mafioso o no, aspetto che ci sia una sentenza definitiva in proposito.
L’asticella dell’informazione si sta abbassando sempre di più; immagino che ai lettori non importi vedere riportate su certi giornali le vicende private dei nostri politicanti; per quello ci sono riviste specialistiche del gossip e dovrebbero bastare. Non è una guerra intentata da voi giornalisti che ormai comunicate solo tra di voi?
Non so chi abbia incominciato per primo; credo che sia l’effetto di tante cose e che vada inquadrato in un ragionamento dalla visione più ampia ed organica. C’è sicuramente un imbarbarimento; bisognerebbe distinguere ciò che avviene dentro e fuori dalle mura domestiche. Mi ricordo quando, assieme ad un collega, pubblicammo su “Il Giornale” i fatti dello scandalo Sirchia; però, la vicenda era già presente negli atti giudiziari della Procura di Potenza; le vicende di Marrazzo e Berlusconi non rientrano in un quadro analogo in quanto gli atti giudiziari nascono in seguito.
Il tuo libro è stato recensito dal blog di Beppe Grillo….
Mi hanno anche intervistato!
Cosa ne pensi del Movimento da lui creato?
Ritengo che sia un’ulteriore testimonianza di come la gente non ne possa più di certa politica, penso che il numero di persone perbene che popolano i Movimenti di Grillo sia difficilmente riscontrabile in altri partiti. Vedo una negatività però, temo che la disperazione di queste persone che anelano ad una politica che si occupi realmente della gente le porti ad avere idee troppo sommarie e qualunquistiche. A Grillo, quando il suo blog mi intervistò, io allora lavoravo per Panorama che criticava pesantemente Grillo, devo dare atto di aver colmato il vuoto lasciato dai partiti.
Un’ultima riflessione a proposito dell’informazione che diventa gossip, per cui si perde di vista la notizia e diventa importante il colore del calzino di un giudice.
Quella dei giornali è una guerra tra dinosauri, la carne sta finendo e cercano di accaparrarsi i lettori come possono.
Lo stesso sta avvenendo tra i partiti?
Non sono un esperto di politica ma è verosimile.























 

 

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