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Conversazione con Beppe Grillo

di Massimiliano Forgione - 29/01/2011

Stiamo festeggiando il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma ciò che dobbiamo constatare è che questo è un Paese fortemente disgregato, frammentato. Potresti tracciare un profilo dell’italiano secondo il tuo punto di vista?
E’ un OGM! Un organismo che si modifica da solo, che si adatta a qualsiasi cosa…..
….è la convenienza che guida il suo pensiero?, il suo operato?
Non solo, è anche necessità di sopravvivere, poi ci mettiamo un tanto di menefreghismo, un po’ di pigrizia, mancanza di curiosità, di informazione, considerando che poi non è neanche indotto ad informarsi, che non c’è nessuno che si rivolga in modo intellettualmente onesto all’italiano, sono rimasti veramente in pochi quelli che lo fanno e pur avendo voce e forza non hanno i dovuti spazi. Quindi, l’italiano ha una televisione che si informa per lui, degli spettacoli che ridono per lui….
Hai trovato più interessato l’italiano che vive all’estero? Sei reduce da una tournée di successo.
Ma certo, è più aperto, guarda attentamente a ciò che avviene attorno, si documenta attraverso i giornali esteri che raccontano del nostro Paese, quindi ha un filtro molto più autorevole dei nostri cartacei morenti. Vedi, l’informazione alla quale noi siamo costretti è ciò a cui i giornalisti si tengono saldamente aggrappati per poter vendere, per cui è la disperazione dei nostri giornali. E’ più disperata l’informazione che la politica! I giornali sono ciò che fa da medium ai morti, che mette in comunicazione un al di là dove sono i politici con un al di qua dove siamo noi che, a furia di alimentarci di questa sostanza, siamo pian piano divenuti come loro: morti! Quello della politica e dell’informazione è un mondo agonizzante e la prova di questa lenta agonia sono le 20 pagine di un qualsiasi quotidiano sulla: fica, peli, culi flaccidi.
La tua amicizia con Santoro ti porta ad incoraggiarlo, a dirgli di andare avanti nonostante le continue pressioni che riceve, nella puntata del 27 gennaio il giornalista in questione ha fatto un importante riferimento a questa tua vicinanza.
Santoro fa una trasmissione importante con dei servizi straordinari, vi è un vignettista bravissimo, insomma è un appuntamento tra i pochi rimasti per milioni di persone; però, anche lui, a volte, cade…..
….ecco, arriviamo alla critica che mi permetto di anticipare: quanto, anche il suo format, rischia di diventare intrattenimento?
….cade nella rissa. Secondo me non dovrebbe più invitare politici in trasmissione, politici e giornalisti basta! Deve invitare: l’ingegnere, l’architetto, il professore, il cameriere, il conducente di autobus che ti parli del traffico; quelli che ha attorno e che sono lì come delle quinte devono essere i cittadini che finalmente diventano protagonisti, come avviene del resto nel nostro Movimento: i cittadini diventano protagonisti, fanno le loro scelte, le portano avanti e si controllano.
Il Movimento 5 Stelle sta ottenendo importanti risultati nelle giunte regionali di Piemonte ed Emilia Romagna.
Ma guarda i risultati sono lenti, occorre aspettare, fermo restando che il virus ormai è stato iniettato e non si ferma più; quella che noi abbiamo fatto è una rivoluzione epocale nella politica. Stiamo parlando di cittadini informati che attraverso il puro volontariato si prendono le istituzioni, se ne riappropriano secondo l’equazione che lo Stato sono i cittadini e questi devono essere lo Stato, estremamente semplice. Di intermediari come un politico, un partito, non ne abbiamo più bisogno, non è odio, solo che sono inutili.
Possiamo dire perché Il Movimento 5 Stelle non è un partito?
Le parole sono importanti ed è necessario usarle bene per non fare confusione. Se diciamo che il Movimento è un partito tradiamo la sua stessa natura. Questa creatura non ha leader! Io ho dato una mano, ho fatto in modo che si creassero occasioni per fondare un Movimento che avesse alla base dei temi e delle idee precisi: acqua pubblica, mobilità, energia; esiste un programma semplice ed essenziale, vitale per il futuro. La nostra funzione civile l’abbiamo già avuta perché noi non siamo solo il nostro programma, non siamo le piste ciclabili, per cui fatte quelle scompariamo, il Movimento è fatto di volontari che svolgono un servizio civile prestandosi alla politica per un massimo di due legislature, dimezzandosi lo stipendio: fino al 70%, rinunciando ai rimborsi elettorali: 1.700mila euro. Quindi il Movimento è un’altra cosa dalla struttura monolitica qual è il partito, perché queste citate sono scelte operate dai cittadini che all’interno vi operano. Noi siamo avanti, molto di più dei cadaveri di partito, non siamo destra, non siamo sinistra, siamo altro; persino nei sondaggi ci considerano “altri”, ed è la più bella considerazione che possono fare nei confronti del Movimento.























 

 

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