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Conversazione con il professor Luciano Canfora

di Massimiliano Forgione - 10/02/2014

Una nuova legge elettorale rappresenta quanto realmente necessario per il Paese e impellente punto all’ordine del giorno del Parlamento?
Ho più volte scritto sull’argomento, affermando una cosa che ritengo ovvia ma purtroppo non molto ascoltata. La legge elettorale precedente, e in vigore fino all’anno passato, era orrenda e andava modificata in quanto faceva ribrezzo. Ora, nel momento in cui la Consulta ha deliberato la sua incostituzionalità, nello stesso tempo ha restituito al Paese una legge elettorale perfetta, ossia compiuta in ogni sua parte: un proporzionale con sbarramento al 4%, ripristinando l’esigenza delle preferenze. Quindi, anche se nessun giornale lo dice, una legge elettorale c’è ed è diversa da quella orripilante in vigore fino all’anno scorso.
Allora qual è il problema? Evidentemente, le forze politiche maggiori, cioè Renzi e Berlusconi, per usare dei nomi propri, non gradiscono il principio proporzionale perché intendono le elezioni come una partita di poker, possibilmente truccata, con uno che si ruba il banco. Allora, siccome entrambi sperano di prevalere sull’avversario con questi metodi truffaldini, in una situazione in cui gli schieramenti hanno quasi lo stesso numero di voti, si prevede un premio che possa consentire di governare da solo, infliggendoci, probabilmente, un’altra bruttura non tanto diversa dalla precedente.
E’ evidente quanto disonesto sia dire che la legge elettorale non c’è e che bisogna farla. E’ vero l’esatto contrario, essa esiste, è la migliore possibile ed ogni sua modificazione in senso maggioritario sarebbe un deterioramento a carattere gangsteristico.
Lei ha fatto due nomi e evocato il gioco del poker con banco truccato. Il giornalista Scanzi parlava di Renzi quale il miglior sicario di ciò che rimane della Sinistra. Quale idea si è fatto dell’incontro tra Renzi e Berlusconi?
Intanto, devo dire che non amo parlare delle persone in quanto vanno e vengono e non hanno molta importanza. Quanto a Renzi, il sindaco di Firenze, penso che sia iscritto al PD, suppongo, non ne sono sicurissimo, ma lo immagino. Cosa dire, costui non ha mai militato in un partito di sinistra, quindi non so perché dovremmo dire che è il leader della Sinistra, mi sfugge. Quando lo hanno fatto eleggere con le cosiddette primarie, il voto era aperto indiscriminatamente a tutti i passanti e, nelle varie sezioni, o meglio gazebo, penso a Torino, vi erano vari elettori che suppongo abbiano votato per lui, che avevano sotto il braccio un quotidiano milanese che si chiama Il Giornale.
Ora, questo vuol dire che il segretario politico di un partito che si autodefinisce di sinistra, anche se la parola è stata tolta dal suo nome, è stato eletto anche da elettori di centrodestra. Quindi, è finita un’epoca nella quale un segretario politico di un partito ne era anche la sua espressione.
A questo punto, definire le differenze tra una possibile Sinistra e un centrodestra, rappresenta una fatica che non mi vorrei infliggere e ritengo che i vostri lettori saranno in grado di valutare.
Del resto, leggevo su un notiziario online, che il signor Formigoni ha ricordato che, quando nel 2009 Renzi fu eletto sindaco di Firenze, l’allora PDL gli contrappose un’assoluta nullità, un calciatore e, quando Formigoni voleva andare a fare dei comizi in favore di questo calciatore, il partito glielo vietava perché Renzi doveva vincere. Questo è un ulteriore episodio che merita un commento.
Ci dia il suo parere su quanto stanno facendo i parlamentari del M5S, si tratta di ostruzionismo o, come dicono loro, costruzionismo? Come vede questa forza politica all’interno del Parlamento?
Per ora non hanno fatto nulla, quando faranno qualcosa ce ne occuperemo.
Non la considera un’opposizione?
Io no, lei?
Considerando ciò che avviene nelle aule parlamentari mi verrebbe da dire che fare ostruzionismo è già qualcosa.
Non so se lo facciano, in ogni caso, fare ostruzionismo senza avere un disegno politico chiaro è inutile. E comunque, non mi sembra che sia una forza politica, non ancora, quindi non ne parlo perché parlo solo delle forze politiche.
Parliamo d’Europa. Mi rifaccio al titolo di una sua pubblicazione di qualche tempo fa: La natura del potere e le chiedo: qual è oggi la vera natura del potere nel momento in cui la politica non governa più l’economia?
Se lei va alla pagina interna dal titolo 'Commenti' del Corriere della sera di ieri, in basso a sinistra c’è un articoletto piccolissimo dal quale si apprende che la Francia e l’Inghilterra hanno stabilito degli accordi per rimodernare, in collaborazione, la loro flotta aerea. Quindi, vuol dire che l’Europa non esiste! Perché questa è una materia che dovrebbe essere trattata da un governo europeo che non c’è. Quando ci sarà, parleremo dell’Europa, ma per adesso ci sono alcune potenze quali la Germania che predomina sul continente, la Francia che continua ad essere tendenzialmente ostile, l’Inghilterra che non ha neanche adottato l’Euro; questi ultimi che pensano ad una difesa militare comune, la prima che si occupa dei suoi affari, avendo di fronte dei paesi sudditi come l’Italia. Quindi, ne riparleremo quando ci sarà una vera confederazione europea.
Mi ricordo una sua riflessione su come questa Europa rappresenti l’inattesa realizzazione del sogno di Hitler.
Faccio riferimento all’europeismo del Fuhrer in quelle che erano le sue proclamazioni, come lo erano quelle del fascismo ai tempi di Salò, basti leggere Il fascismo e l’Europa del repubblichino Ezio Maria Grai, dove si afferma che l’Europa rappresenta l’antitesi all’America e alla Russia perché è una civiltà antica; sembrerebbe sia stato scritto da Prodi. Detto ciò affermo che europeista non voglia dire nulla, perché allora rivendico anche l’esigenza di essere africanista, asiatista, americanista, australista. Insomma, connettere un’idea a un continente, ossia ad un’entità geografica è una forma di primitivismo intellettuale. Quanto all’Europa, non è mai stata un’entità politica, quella attuale non lo è, a parte l’euro non vi è altro di unitario, considerando che una potenza come l’Inghilterra non l’ha adottato, la Svezia e la Repubblica Ceca neanche, eppure fanno parte dell’Unione, la Russia fa parte dell’Europa ma non sta nell’Unione europea, quindi, come vede, europeista è una parola priva di senso.
Qual è la sua riflessione a proposito della lista Tsipras? Intellettuali italiani vi hanno ideologicamente aderito.
Lei è persona beata perché parla degli intellettuali, evidentemente sa definire cosa sono. So chi è quest’uomo, è venuto in Italia, gli auguriamo un buon successo anche se sicuramente si ritroverà minoritario perché le forze che stanno insieme al Governo in Grecia gli sono ostili e vengono sorrette dall’unica grande potenza continentale che è la Germania. Comunque, gli faccio i miei auguri.
Ciò che sta avvenendo in Ucraina e in Bosnia, pur con ragioni diverse, ci danno l’immagine di quanto sia difficile tenere insieme ciò che forse dovrebbe rimanere unitario in questa Europa.
La Bosnia è stato creato quale stato indipendente a seguito dell’aggressione della Nato contro la Jugoslavia in una della guerre più feroci e inutili combattute in Europa non molto tempo fa, in Italia era al governo il centrosinistra. Poi, la creazione fittizia di questo Stato con minoranze costrette a stare insieme ha dimostrato di essere contraddittoria nel momento in cui veniva sfasciata la confederazione jugoslava. Quanto all’Ucraina, la questione è diversa e richiama quanto già successo in Georgia dove gli stati occidentali, in particolar modo gli Stati Uniti, tendono a creare il vuoto attorno a ciò che resta della Russia, nello specifico dell’Ucraina, puntando sul fatto che vi è una divisione anche religiosa tra ortodossi e cattolici iuniati, per cui si inventano partiti politici filoccidentali, finanziandoli, si fanno assaltare palazzi pubblici, cosa che se avvenisse in Occidente sarebbe tacciata di terrorismo. Insomma, se la logica aristotelica è ancora valida, io mi definisco un seguace di quella logica.
Professore, attraverso le sue risposte si rafforza la certezza che la discussione che avviene attraverso i media è completamente al di fuori di quella che è la realtà delle cose che accadono.
Certo, nei media esiste l’autocensura al servizio del potere, quindi i giornali si vietano di dire le cose scomode, se uno le vuole inseguire deve fare una gran fatica. Il fascismo era molto più lineare perché aveva le veline, non quelle di Berlusconi, le direttive emanate dal Minculpop e i giornalisti obbedivano. I nostri sono più bravi, come dice Tacito, grande storico romano: servitù spontanea.

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