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Conversazione con


Intervista a Matteo Zambetti – Fondazione Alasca

di Marcello Masneri - 09/01/2008

Matteo Zambetti è direttore della Fondazione Alasca, nata nel 1996 con l’intento di promuovere la cultura cinematografica grazie alla conservazione e ad una regolata fruizione del proprio patrimonio documentario (in archivio troviamo vhs, dvd, riviste, libri, film in pellicola, foto, pressbook e altro materiale, comprese alcune eccezionali rarità).
Siamo negli spazi della fondazione, circondati da vecchi manifesti, pellicole, scaffali e librerie colme di materiale cinematografico.
Chiediamo a Matteo, quali sono i servizi offerti al pubblico e ai diversi enti con cui collaborano, non solo sul territorio bergamasco.

Parlare di fondazione significa ricordare i collegamenti con Lab 80 film, Bergamo Film Meeting, e la rivista Cineforum, che insieme costituiscono le realtà più conosciute e accreditate a livello locale. La Fondazione Alasca è un centro documentazione sul cinema, con il compito di catalogare, archiviare e mettere a disposizione degli utenti, principalmente studenti universitari, tesisti provenienti anche da fuori Bergamo, il nostro materiale.
Questi rapporti di collaborazione sono regolamentati da apposite convenzioni?
Esistono diversi rapporti di collaborazione. I principali sono con i soggetti che hanno promosso la costituzione della fondazione (appunto Cineforum, Lab 80, Bergamo film meeting e FIC). In secondo luogo ci sono le convenzioni con le varie università, che hanno per oggetto tirocini formativi pre e post laurea. Altre collaborazioni sono quelle con enti italiani e stranieri (in ambito internazionale ad esempio con la F.I.A.F., Fondation Internazionale du Archives du Film o, in ambito nazionale con il Museo del Cinema di Torino o la Cineteca Italiana di Milano) con i quali scambiamo informazioni, esperienze, materiale di vario tipo. Oppure partecipiamo a progetti specifici come il Periodicals Indexing Priject con la F.I.A.F.
Il materiale a disposizione è molto vario, si va dalle pellicole in 35 e 16 mm alle fotografie fino a diverse riviste specializzate e a migliaia di vhs e dvd visionabili.
Il centro di documentazione è aperto a tutti gli appassionati di cinema che possono accedere ai servizi offerti senza grosse limitazioni. Per il materiale video richiediamo la ragione di lavoro e/o di studio.
Sarebbe deleterio effettuare un servizio simile al prestito a chiunque ne faccia richiesta, visto soprattutto il valore assoluto e la rarità di alcuni prodotti presenti in archivio. Ma anche perché essendo un gruppo molto ristretto di persone saremmo in difficoltà ad organizzare un servizio di tale portata.
Matteo, ci sono altre persone che effettivamente vi aiutano nel lavoro di archiviazione e nelle altre attività connesse?
Ci basiamo molto sull’aiuto dei volontari del servizio civile nazionale, in media quattro ragazzi all’anno e poi si spera che i ragazzi abbiano una sufficiente motivazione a questo tipo di lavoro. Abbiamo avuto la fortuna, nel corso degli ultimi anni, di avere qui con noi ragazzi laureandi in discipline dello spettacolo che spesso univano il volontariato ad un vero e proprio lavoro di ricerca personale a fini scolastici.
Ci sembra giusto che chi è venuto qui a fare un servizio abbia potuto avere un ritorno, che sia emozionale o anche di formazione. E quindi diciamo che siamo abbastanza gettonati, abbiamo diverse richieste da parte dei ragazzi.
Quindi il vostro lavoro va a supportare quello di matrice più organizzativa di chi in origine ha promosso la vostra nascita. Tutto si traduce alla fine in calendari interessantissimi di proiezioni cinematografiche nell’ormai storico auditorium di Piazza della Libertà…
Sì, chi ha promosso la nascita della fondazione continua a collaborare con noi. Spesso i ruoli si sovrappongono, dipende un po’ anche dalle competenze. Io e Daniela, la nostra bibliotecaria qui in fondazione, ad esempio ci occupiamo della realizzazione della rivista Cineforum e dell’annuario del cinema. Altri collaboratori più vicini alle attività di Lab 80 promuovono ogni anno una fitta programmazione di film d’essai a prezzi ridottissimi e un evento di fama ormai nazionale come Bergamo Film Meeting, sicuramente nei primi cinque o sei meeting cinematografici più importanti d’Italia, quindi subito dopo Venezia, dopo la neonata Festa del cinema di Roma, Torino, Taormina, Pesaro.
Bergamo Film Meeting richiama appassionati da tutta Italia. A proposito ricordiamo che anche per il nuovo anno alle porte l’appuntamento è per marzo.
Bergamo è stata comunque già nel passato e un po’ meno lo è nel presente, una piazza importante per il cinema, ha sempre avuto una certa sensibilità e per questo nella nostra città ci sono il Centro Studi Cinematografici e la Federazione Italiana Cineforum, che sono due delle associazioni nazionali di cultura cinematografica riconosciute dal ministero. Pensiamo che sono dodici in tutt’Italia.
Certo, non è sempre facile nel territorio lombardo, contare su una sensibilità delle istituzioni verso un certo modo di occuparsi di cinema, come ad esempio ci sembra di osservare avvenga in Piemonte.
In diverse regioni d’Italia, esclusa la Lombardia, ad esempio sono state da tempo costituite delle Film Commition. Qui da noi accade spesso che le iniziative siano lodevoli ma hanno l’aria di essere sempre un po’ estemporanee.
Forse un progetto culturale in questo ambito, in una regione con precise e vincenti regole di mercato, non prevede risultati a breve scadenza. Le opere realizzate tenderebbero a essere qualitativamente alte ma rivolte a pochi, mentre sempre più spesso si investe là dove poi i fruitori saranno tanti, a prescindere dalla qualità e dal livello culturale… Esiste soprattutto la mancata percezione che la cultura produce reddito, a lunga scadenza.
Formare culturalmente una persona significa andare ad incidere sulle sue future scelte, sui suoi consumi, sul modo di consumare.
Ma forse non interessa preparare il consumatore ad un prodotto culturale. Si dice che la cultura è una delle pochi beni per cui per cui il consumo stimola ulteriore consumo, non esiste la saturazione.
La visione di un film che ci ha lasciato un segno accresce nello spettatore il desiderio di vederne un altro. L’innamoramento per un libro produce un probabile avvicinamento ad un suo simile…
Esattamente, si dovrebbe insegnare ad apprezzare un prodotto così si va avanti a consumare quel tipo di prodotto. Ma spesso si ha la sensazione che questo processo, a cui noi auspichiamo, già sia in atto in altre direzioni…
Ringraziando Matteo e gli amici che fanno parte della fondazione per la loro disponibilità ricordiamo a tutti gli appassionati , e a quelli che presto lo diventeranno, alcuni riferimenti utili.
Fondazione Alasca
Archivio Lombardo dell’Audiovisivo e Servizi Culturali Annessi
Via Reich 49 – 24020 Torre Bordone (BG)
Tel. 035344246 Fax. 035341255
info@alasca.org www.alasca.org
www.lab80.it www.bergamofilmmeeting.it























 

 

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