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Incontro pubblico con Paola Deffendi e Carlo Regeni (genitori di Giulio Regeni)

di Massimiliano Forgione - 01/02/2020

Perché Giulio fa cose

I genitori

Perché grazie a Giulio incontriamo persone che vivono il nostro stesso sdegno, il nostro stesso amore per la verità e per la giustizia.
Il tempo ci ha riservato questa tragedia del cuore e del cervello e noi ci muoviamo con il tempo, continuiamo a passarlo assieme a Giulio.

La ricerca della verità

L'avvocato

Dopo i primi penosi depistaggi, anche del medico che ha esaminato il corpo di Giulio, la forza dei genitori ha fatto in modo che, ogni giorno che passa, una persona in più sa chi era Giulio, anche in Egitto, non c'è persona che non conosca i fatti tragici di Giulio.
Grazie alle indagini (dei soli procuratori romani Prestipino e Colaiocco, ndr) sappiamo chi sono i cinque agenti del Servizio di sicurezza nazionale coinvolti nel rapimento di Giulio e sarebbero già in galera secondo le leggi italiane.

Quanto il Governo italiano è colpevole

I genitori

Il primo passo che il Governo dovrebbe fare è richiamare l'ambasciatore italiano, non ritirarlo, ma chiedergli conto di quanto è stato fatto finora per incarcerare i cinque agenti del servizio di sicurezza.
Però, evidentemente gli interessi economici nazionali sono troppo alti per compromettere i rapporti diplomatici tra i due Paesi: dalle vacanze a basso costo in Egitto, alla costruzione di quartieri residenziali proprio ad Il Cairo di imprese anche italiane, alla vendita di armi.
L'Europa non è da meno, la Germania vuole conferire al generale Al Sisi (Presidente dell'Egitto, nrd) un premio nella città di Dresda, ad ora solo il presentatore designato si è rifiutato di prendere parte a questa pagliacciata.

Giulio ha messo in crisi tre governi: egiziano, italiano e inglese

I genitori

La purezza e l'acutezza di Giulio non si sono esaurite con la sua vita. La crisi che ha ingenerato testimonia quanto abbia toccato nervi scoperti, i più compromettenti per una democrazia. Il ruolo macabro che l'istituzione universitaria di Cambridge ha in tutta questa vicenda è sconfortante.

La figura del venditore ambulante

I genitori e l'avvocato

Si rivela una spia. Giulio giunge a lui tramite la tutor universitaria in Egitto su indicazione della tutor universitaria di Cambridge per una ricerca sulle realtà sindacali del posto.
Dietro questo venditore c'erano i cinque agenti della sicurezza. Di lui non si sa più nulla, persa ogni traccia. La tutor egiziana nega di aver avuto un ruolo in tutta questa vicenda e quella di Cambridge si sottrae al confronto; all'iniziale silenzio è subentrata l'omertà. L'istituzione universitaria ha invitato tutti gli studenti, attraverso comunicato scritto, a non rilasciare dichiarazioni. C'è un'evidente implicazione giuridica e morale e, presumbilmente, teme il rischio di un risarcimento.
Soltanto l'ADI (Associazione dottorandi italiani) ci è molto vicina, ma questo ha a che vedere con la tutela dei diritti e la sicurezza di chi fa ricerca.

La vicenda nefasta de Il Manifesto

I genitori e l'avvocato

Giulio scrisse, assieme ad un altro ricercatore, un articolo che Il Manifesto avrebbe dovuto pubblicare ma che non fece mai. Passato tanto tempo e quando ormai le sorti di quell'articolo a quattro mani andarono nel dimenticatoio, nel giorni della scomparsa di Giulio, era il 31 gennaio, Il Manifesto decide di pubblicare l'articolo, che diventa a sola firma di Giulio del quale viene detto essere loro collaboratore. Un evidente tentativo di cavalcare a proprio vantaggio i fatti di Giulio, di cui i media davano ampia notizia in quei giorni, che si rivela sin da subito squallido, macabro, oltreché pericoloso per le sorti di Giulio, ancora nelle mani dei sequestratori e non si sa se ancora vivo (Giulio viene sequestrato il 25 gennaio e ritrovato morto il 2 febbraio, ndr), dell'altro autore dell'articolo, anche se la sua firma non compariva più, e dei genitori di Giulio, che in quei giorni si trovavano a Il Cairo, proprio nell'appartamento del figlio.

Il significato del libro Giulio fa cose

I genitori

E' difficile scrivere di quanto è accaduto e farlo in modo non rabbioso ma delicato lo è ancora di più; ma necessario, perché serve a coprire quello spazio che ci separa da quanti sentono il bisogno di conoscere la vicenda di Giulio.
Questo libro è uno strumento necessario che si unisce ad altri, il braccialetto, lo striscione, per colmare soprattutto il vuoto della politica. Quattro governi si sono succeduti e la verità e la giustizia sono ancora lontane.
Questo silenzio non può continuare, non solo per Giulio, ma per i tanti come lui che sono in giro per il mondo e per i quali, ci chiediamo, se sono sicuri.























 

 

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