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Il Mantra

di Massimiliano Forgione - 21/08/2009

Vi dico quali letture hanno accompagnato questa mia estate: rileggere Sciascia attraverso L’affaire Moro e Il giorno della civetta, è un vero toccasana; in tempi d’attesa quali questi sono, avere un’idea precisa di quello che la nostra storia è stata, è fondamentale per ridisegnare un futuro; anche l’ultimo libro-racconto: Una storia semplice, risulta fondamentale alla fine di un’estate, all’inizio di una stagione di impegni volti ad un cambiamento sempre più urgente, sempre più indispensabile. Chissà che il testamento del grande scrittore siciliano non sia una buona partenza, una sveglia precisa e impeccabile contro ogni assopimento, a ricordarci la natura dell’italiano tipo.
Riporto, in proposito, due estrapolati imprescindibili, il primo preso dal racconto, quello a seguire da un’intervista rilasciata alle pagine de Il Mattino, nel 1979, da Parigi, parlando del suo Contesto:
Il vecchio professore, convocato dal magistrato, in passato suo mediocre studente, gli dice:
“L’italiano non è l’italiano: è il ragionare, con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto”.
“Mi riferivo all’Italia nel senso di una continua sconfitta della verità, della continua vittoria della menzogna. Azaña diceva la verità, la rappresentava contro la menzogna fascista che aveva di fronte e la menzogna stalinista che spinosamente aveva alleata. Era un uomo di lettere, non un politico. Un uomo che dice, in piena guerra: “Quando tutto questo sarà finito, il popolo non avrà, comunque finisca, né più pane né più giustizia né più libertà di prima”, è uno che ha scelto la verità a un prezzo piuttosto alto”. Sorride sornione, Sciascia, e aggiunge: “Ma ne vale sempre la pena”.
L’Arcivescovo del genocidio, Monsignor Stepinac, il Vaticano, e la dittatura ustascia in Croazia, 1941-1945
, ha rinverdito la mia voglia di scrivere racconti di formazione, mentre ero lontano, dove meglio si capiscono le cose della vita, dove più si comprende quanto lontano siamo da un modo giusto e plausibile di condurre le nostre esistenze.
Mentre in attesa, sul comodino, poggia Il profumo di Süskind, a caratterizzare questi sgoccioli d’agosto c’è: I Savoia e il massacro del Sud di Antonio Ciano, libro verità sull’unità dell’Italia, sulla giusta prosperità e benessere sociale possibili solo grazie a governanti illuminati, i Borbone e il Regno delle due Sicilie, esempio mondiale di buon governo; quante menzogne passano attraverso le forme dell’istruzione istituzionalizzata: il 1861, Mazzini, Garibaldi e Cavour, ma cosa si insegna a scuola?
Evidentemente, assieme a ciò che viene definito berlusconismo, assieme alle ignoranti esternazioni e rivendicazioni della Lega, il prezzo che dobbiamo pagare è questa ignoranza di cui portavoce sono la peggio gioventù e vecchiezza, azzerata nella memoria e nell’amore per la verità, espressione di rivendicazioni geriatriche, senza una vera preparazione culturale, continuamente bramosi di ruoli che non gli competono ma che, con insulsa arroganza e con espressioni facciali a metà tra il collasso nervoso e la tiratura chirurgica, accampano a diritto imprescindibile.
Nonostante il libro verità di Antonio Ciano sia intriso di un male endemico della nostra società: il cattolicesimo, rappresenta una pietra miliare nella doverosa, veritiera, ricostruzione storica del Mezzogiorno d’Italia.
Trovo giusta la formazione di un movimento politico: Alleanza meridionale che propugna il confederalismo in Italia e che si batte perché comunque il Sud resti unito da vincoli di stretta solidarietà sociale e politica e perché possa ritrovare la sua forza economica e la identità di popolo.
Sorto agli inizi degli anni ‘90 va affermandosi in tutto il Mezzogiorno oltre che a Napoli; sta attirando masse di giovani, di intellettuali, di meridionalisti convinti e di elettori in percentuali non trascurabili.
Ha la sua sede principale a Napoli (Casella postale 392); ne è leader e fondatore il giornalista Lucio Barone.

Ripongo enorme fiducia nel Movimento di Liberazione Nazionale che Beppe Grillo si appresta a lanciare dal prossimo autunno.
Il prossimo appuntamento elettorale è nel 2010, le Regionali dovranno poter permettere di ritornare a scrivere di questo Paese con la P maiuscola; Leonardo Sciascia, negli ultimi romanzi aveva consegnato a parole fondamentali quali: giustizia, libertà, verità, la lettera minuscola.
Chissà che presto Il Profumo di Patrick Süskind possa olezzare la realtà e relegare i più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà,.........in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.























 

 

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