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La massa

di Massimiliano Forgione - 04/01/2010

La massa è un concetto che ha subito un’inesorabile involuzione. Abbiamo massificato tutte le negatività, tra giovani e vecchi, senza alcuna possibilità di risparmio.
Dopo la pausa natalizia la proiezione dell'immediato futuro sembra riservare non poche mistificazioni e decodificare sarà molto importante.
Interpretare quanto realmente è accaduto nella "presunta" aggressione a Berlusconi potrebbe rappresentare un buon inizio per intuire che cercheranno di giustificare ogni schifezza, di far passare l’impossibile. Lo stravolgimento della Carta Costituzionale sarà programmatica, sistematica; c’è solo una domanda: la gente già esasperata, come reagirà? Intendiamo fare qualcosa o vogliamo lasciare la risposta alla storia?
L'informazione si è molto premurata di far sapere che il tanto odio che ha potrato al lancio della statuetta era nell'aria e così viene fuori che Berlusconi è stato, nel tempo, continuamente aggredito, insultato, contestato. Non c'era comizio o occasione pubblica senza proteste di sdegno. Mi chiedo: quali organi di stampa, telegiornali, penose trasmissioni di approfondimento politico hanno mai raccontato ciò? Perché prima non era dato sapere?
Forse abbiamo, avremo bisogno di un’altra resistenza. Quando Furio Colombo, Giorgio Bocca, non ci saranno più, lo spirito della Liberazione dovrà continuare a vivere attraverso noi 30/40enni, che non riusciamo proprio, a rassegnarci, a questo malcostume.
Abbiamo bisogno di uno spazio vuoto. I nostri padri hanno il dovere di lasciarcelo popolare. E’ talmente urgente che il rischio di non trovarlo potrebbe travolgere tutto, anche loro. E' necessario che si facciano da parte. Poi, starà a noi decidere cosa fare di quello spazio vuoto. Sappiamo che la storia è fatta di cicli e che il marcio tornerà, ma noi, adesso, abbiamo bisogno di una sana promordialità, in cui onestà, purezza, semplicità, delimitino i confini leciti dei rapporti con le persone e con le cose; abbiamo bisogno di vivere concretamente la Costituzione, di ripartire dalla Carta.
Non c’è un mondo da cambiare, c’è solo un mondo in cui stare e incominciare a praticarlo significherebbe, forse, già di per sé, cambiarlo. Soprattutto, conoscere il degrado e riconoscerlo per poterlo evitare, per rifuggirlo.
L’Italia dei quotidiano-panettoni continua ad interrogarsi sull’aggressione a Berlusconi e intanto il mondo muore nell’indifferenza globale. L’accordo di Copenaghen è una farsa. L’accordo di Copenhagen non è pessimo, è inesistente. I grandi della terra si sono riuniti per non prendere alcuna decisione e per inquinare con 41mila tonnellate di CO2 in 12 giorni. Alcuni, incontrovertibili risultati dell’inquinamento, tra i più immediati, sono: Atene, estati a temperature ben al di sopra dei 40° e un preoccupante inquinamento dell’aria; le Maldive, Timor Est, Figi, le isole Marshall, Papua Nuova Guinea, le isole Salomone e altre, scompariranno come è già avvenuto a Lohachara, nella Baia del Bengala, diecimila persone evacuate, la prima isola abitata risucchiata nel gorgo del mare in crescita.
E' stato definito, da Greenpeace, "Un accordo 'Prendere o lasciare'. Questo hanno generato i Paesi più potenti del mondo. Una vera e propria arroganza! I leader hanno tradito le future generazioni. Ora rimediare sarà molto più difficile.
Alcuni sostengono che “l’accordo di Copenhagen” sia un passo avanti. Non è così. Di fatto non è stato adottato formalmente dalla Conferenza delle Parti (COP), e non contiene misure severe per riduzioni delle emissioni nei Paesi industrializzati.
L’accordo rappresenta una concessione alle industrie inquinanti, in particolare il settore dei combustibili fossili, che ha speso molto per minare i negoziati e avrà adesso la possibilità di continuare a inquinare.
Esistono, tuttavia, alcuni punti da salvare, come la decisione di creare un “Meccanismo finanziario per il Clima” e l’accordo di fornire finanziamenti fino a 100 miliardi di dollari l’anno per combattere i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo. Questi hanno deciso di prendere iniziative volontarie per ridurre le proprie emissioni di gas serra e migliorarle ulteriormente nel caso verrà fornito supporto finanziario.
La Conferenza non ha stabilito alcun mandato per garantire l’adozione futura di un accordo legalmente vincolante. Anche se i negoziati continueranno l’anno prossimo, il mancato raggiungimento di un’intesa legalmente vincolante rappresenta un fallimento di portata storica." www.greenpeace.it
Sentii un po' di tempo fa dei pensionati parlare di politica in un bar, davanti alle macchinette elettroniche. Li sentii discutere di come il comunismo fosse morto con Bertinotti, la sua penosa parabola, vittima della sua boria. E poi li ascoltai ironizzare su un ennesimo sondaggio che dava Berlusconi al 92.2%, secondo “un” giornale; “Come in Africa!”, disse uno, “L’anno prossimo prenderà il 200%, conquisteremo il mondo!”
Intanto, i capodogli spiaggiati lungo le coste del Gargano, è stato appurato, sono morti per plastica.
C’è un bel film The age of stupid che potrà illuminarci su quanto siamo stati in grado di fare a questo pianeta e su quanto siamo ancora disposti a fare per il semplice fatto di essere tanto stupidi e così attenti a che l’età della stupidità sia sempre imperante.























 

 

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