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di Massimiliano Forgione - 26/02/2010

“Se si punta, come ha scritto un noto giornalista inglese, Bob Franklin, a ciò che interessa il pubblico e non a ciò che è di pubblico interesse, l’inevitabile risultato è la crescita della quantità di frivolezza, di intrattenimento leggero.” Così scrive Giorgio Zanchini nel suo libro Il giornalismo culturale per la Carocci editore.
Bisognerebbe stabilire, “fissare una scala di valori” e ciò “significa mortificare ulteriormente chi ha avuto scarse opportunità economiche ed educative. Il corollario è che il mercato è più democratico delle gerarchie degli esperti.”, continuo riportando ancora frasi del su citato autore per sviluppare uno scritto che vuole porre il fuoco sulla reale possibilità di essere, ognuno di noi, determinante per il buon sviluppo di questa società.
Se hanno fatto di noi dei consumatori, facciamo almeno in modo di scegliere i nostri produttori, chiunque essi siano, di qualunque merce vogliono che diventiamo stupidamente dipendenti.
E’ in atto nel nostro Paese, da tempo ormai, un vero e proprio saccheggio perpetrato e condotto invariabilmente dalle correnti di Governo, nei nostri confronti, uno sforzo tutto teso all’impoverimento sistematico ed inesorabile delle nostre vite. La sensazione è quella di essere costretti a relazionarsi con persone e vivere contesti che ci condizionano e alla lunga ci modificano profondamente, nei comportamenti, nei modi di pensare, nei modi di sentire il nostro essere e spesso, questa mutazione, ci accorgiamo che non è proprio ciò che vorremmo fosse la nostra crescita come persone.
L’Italia è sempre più un coacervo di malaffare e menefreghismo, si vorrebbe ricominciare a ben sperare ma non c’è nessun segnale positivo in giro. L’annientamento della scuola, trasformata in un’enorme mediocre scuola privata pregiudica notevolmente il nostro futuro. E' antistorico aspettare che il cambiamento arrivi dall'alto, è assolutamente contingente determinarlo dal basso.
Stiamo producendo sottocultura, sprezzo per la collettività, l’unica considerazione reale è per la propria persona.
A volte mi soffermo a immaginare quando i nostri figli andranno in Europa a cercar lavoro, perché quello sarà l’unico possibile mercato del lavoro fra non molti anni, quando chiederanno loro dove hanno studiato, saranno derisi, mortificati, presi in giro. Non è una previsione pessimistica è una considerazione veritiera che mi sento di fare sulla base di un dato di fatto: ciò che le nostre scuole stanno sfornando sono impreparati alla vita e alla consapevolezza di come esercitare degnamente la cittadinanza. E’ una questione di civiltà e noi stiamo producendo barbarie.
Come può un adolescente, un giovane, essere presenza positiva per questa società se l’adulto che dovrebbe esserne l’esempio è così compromesso da rappresentare l’emblema dell’incoerenza?
Mi guardo in giro e altro non vedo che soggetti allo stremo delle loro forze che portano sui volti i segni marcanti delle loro patologie, nate nel momento in cui è stato avvertito il senso di scollamento dalla realtà, l’inadeguatezza del presente. Mi verrebbe da dire: conoscere il proprio tempo cura! Ma, riconosco che “conoscere il proprio tempo” non è una priorità, un qualcosa che realmente stia a cuore alla gente.
Da che il benessere fatuo caratterizza le nostre esistenze, il tempo libero o forse dovrei parlare di tempo liberato, non ha migliorato la nostra società. “Nella visione modernista l’arte, la cultura “alta”, veniva definita proprio in opposizione alla cultura di massa, figlia dell’industria culturale produttrice di temi e valori conformistici. La creatività individuale contro la razionalità livellatrice del mercato.”, la citazione proviene dalla stessa fonte e avvalora l’idea che non siamo usciti dalla condizione di schiavi.
Fatta questa lunga premessa, adesso, mi rivolgo direttamente a te che stai leggendo quest’articolo e non far finta di non capire, qualora così fosse, non solo sei distratto ma anche in malafede.
Svilupperò tre punti, iniziando dalle banche e da questo prospetto:

Istituto Numero Autorizzazioni Importi autorizzati sul totale Importi segnalati
Banca Antonveneta 6 67.519.522,29 1.25 26.052.238,33
Banca Nazionale del Lavoro 109 1.253.750.653,62 33.87 143.016.491,57
Banca Popolare di Milano 0 0 0.00 437.225,72
Banca Popolare di Lodi 0 0 0.00 9.874.115,85
Banco di Brescia 28 175.690.488,38 4.75 7.358.032,00
Intesa San Paolo Spa 90 177.596.487,26 4.80 105.406.848,14
Banca di Roma spa 24 67.799.921,33 1.83 81.472.074,35

E' l’elenco delle transazioni economiche di armamenti ed è più lungo, potresti visitare il sito www.banchearmate.it per capire in profondità cosa le banche fanno anche con i tuoi risparmi e, siccome penso di rivolgermi a uno che non naviga nell’oro, mi chiedo: perché permetti che ciò accada anche con i tuoi miseri risparmi? L’alternativa esiste, si chiama Banca Etica, il resto sta a te farlo.
Tempo fa, Savino Pezzotta, l'organizzatore del Family Day e che oggi si presenta alle Regionali con l'UDC, mi disse che è inutile vietare alle banche di trafficare in armi se il Governo continua a concedere le autorizzazioni; quest'uomo opportunista che nella sua mellifluità cattolica ha attraversato da protagonista occulto la storia recente della nostra Italia ci dice che: se il cambiamento non arriva dall'alto, dev'essere provocato dal basso.
Gli acquisti rappresentano un altro capitolo nevralgico delle nostre abitudini. Ciò che ci arriva, soprattutto parlando di capi d’abbigliamento, è prodotto nei cosiddetti “Paesi in via di sviluppo” attraverso lo sfruttamento del lavoro minorile (i dati UNICEF al riguardo parlano di "150milioni di bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano ad una vita senza svago né istruzione") e di quello adulto mal retribuito e per niente garantito. Ora, noi che siamo i “Paesi sviluppati”, dovremmo boicottare certi acquisti, basta leggere l’etichetta del capo d’abbigliamento che vogliamo acquistare, accertarci della provenienza e fare mente locale sul tipo di processo di lavorazione subito.
La realtà in proposito è molto mutevole, perché molto mutevoli sono le condizioni di questo sporco mercato che più aggradano i nostri industrialotti. Per cui, se hai deciso chi non vuoi essere, e quindi, hai deciso chi vuoi essere, fai in modo che sia tu a stabilire la modalità etica del tuo acquisto e, se puoi farne a meno, è sempre meglio!
Inquinamento; sembra che siamo nati per sporcare, imbrattare il decoro assoluto della natura. Riporto altri dati dal sito www.portalasporta.it: "Circa 4/5 del rifiuto in mare arriva da terra sospinto dal vento o trascinato da scarichi d'acqua e fiumi. Solamente il 20% proviene da rifiuti dispersi in mare dalle navi. Quasi il 90% del rifiuto galleggiante in mare è costituito da plastica. Si stima che sia finito in mare il 5% di tutta la plastica prodotta dagli anni 50 in poi."
Uno spazio verde tra più caseggiati è destinato a diventare anch’esso caserma, per spostarci mobilitiamo ferraglie ingombranti e rozze che poi, sono lo specchio della nostra personalità, le auto sono come i cani per i padroni: gli assomigliano.
E poi, imballaggi per insalate, frutta, ormai non c’è scaffale di supermercato che non sia oberato di plastica e anche quella dei guanti per prendere la frutta. Sì, è tutto riciclo; peccato che la raccolta differenziata sia ancora una perfetta sconosciuta in molte parti di questo Paese e, soprattutto, mi chiederei: ma siamo sicuri che la raccolta differenziata già praticata sia ben fatta?
Luciano Bianciardi, scrittore di assoluta intelligenza e chiaroveggente cultura affermava, e vado a memoria: che bisognerebbe imparare a non acquistare, a non consumare, a muoversi nel rispetto dell'ambiente.
Dovremmo convincerci di essere tante individualità, armati di pensieri ben strutturati e smetterla di essere masse che non mutano nulla.
Se non puoi proprio fare a meno di vivere inquinando, facendo rumore e dando fastidio a questa terra, questo è il Paese sempre più adatto per te, sei nel posto giusto, in un'Italia ormai marcia come te e tutti coloro che vogliono preservarla. E magari, per non pensarci, hai anche mandato un euro con un sms ad Haiti.
Buon voto!























 

 

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