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Fuori

di Massimiliano Forgione - 09/03/2010

Esco, è lunedì mattina, vado dal dottore, all'accoglienza una ragazza mi passa spudoratamente davanti, quando glielo faccio notare, lei ha da ridire, blatera, vuole sopraffarmi; le faccio notare che non solo è maleducata per avermi totalmente ignorato ma anche perché cerca di avere a tutti i costi ragione.
Il dottore non può vedermi perché non ho telefonato per un appuntamento e, anche se devo fare semplice richiesta di prescrizione per una serie di analisi, fino a mercoledì pomeriggio non è possibile.
Di nuovo in strada vedo un carabiniere con due soldati dell’esercito; resto sempre abbastanza sgomento alla vista di assetti di guerra, le mitragliatrici e gli sfollagente in città fanno un certo effetto. Si avvicinano al guidatore di un’auto di grossa cilindrata parcheggiata dove non si potrebbe, davanti ad una farmacia; gli chiedono se stia aspettando qualcuno, giustificandosi in questo modo: “Sa, il motore acceso, davanti ad una farmacia, abbiamo l’obbligo di controllare, potrebbe essere il complice di un rapinatore.” Accertatisi che non si tratta di un cittadino delinquente ma solo di un cittadino irrispettoso che attende un altro cittadino, altrettanto irrispettoso, militarmente si congedano.
Mi avvicino con pudore ma incazzato e sdegnato allo stesso tempo e li invito ad intimare al proprietario dell’auto di spegnere i motori; mi guardano e mi dicono: “Giusto!” e il carabiniere va a far spegnere la macchina inquinante.
Con mestizia continuo a parlare con i due soldati, esprimendo il mio rammarico per aver fatto notare ciò ma esternando la convinzione che la questione ambientale è fondamentale come e più della sicurezza e che sarebbe ora di smetterla di assistere a scene pietose di gente che d’inverno lascia i motori delle proprie automobili accesi per riscaldarsi e d’estate per raffreddarsi. I due militari, giovani, si dicono d’accordo.
Ho riflettuto sul mio sentimento a posteriori di quanto avevo appena vissuto. Mi sono sentito di merda, perché vivere in una società insensibile mi fa stare molto male e dover sopportare l’incuria generalizzata mi dà allo stomaco.
Non mi interessa il ruolo del moralizzatore e neanche quello del Don Chisciotte ma neanche di sottostare alla legge del fatti i cazzi tuoi.
Potevo imbattermi in tre uomini di legge bigotti, invece erano giovani illuminati ed hanno apprezzato il mio interessamento.
Le sorti del mio piccolo mondo mi interessano perché sono anche le mie e se sono coinvolto è perché sono egoista, fagocitante di un sano egoismo, forse, quello di cui tutti dovremmo alimentarci.























 

 

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