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Fratelli di fango

di MA - 10/11/2010

I leghisti in pompa magna si presentano nella zone alluvionate del Veneto, in maniera non molto diversa da quanto facessero i democristiani dopo le calamità naturali nella Prima repubblica.
Stesse facce compiaciute, stesse promesse di interventi rapidi e generosi e stessa disinvoltura nel nascondere le responsabilità politiche di eventi che ormai non possono essere considerati eccezionali.
Se non altro la novità del leghisti sta proprio nella consolidata arroganza nel sottolineare la superiorità del popolo veneto e la solidarietà nazionale che deve tenere conto delle priorità “etniche”. Zaia ha tuonato “prima i soldi al veneto e dopo a Pompei”.
Mentre Bossi passeggiava accompagnato dal trota non ha avuto il coraggio di dire che grazie al voto della lega 180milioni di euro stanziati nel 2007 dal governo Prodi per la messa in sicurezza del Po sono stati dirottati verso altri lidi (ad esempio per salvare il Comune di Palermo maldestramente governato in questi anni dagli amici degli amici).
Zaia non ha avuto il coraggio di dire (come ha riportato “Il Fatto quotidiano” qualche giorno fa) che la giunta da lui presieduta ha cancellato 15 milioni di euro per la manutenzione dei canali, degli argini e delle paratie del Veneto.
Zaia non ha avuto il coraggio di ricordare che il Veneto è la regione con il maggior numero di capannoni, che la provincia di Vicenza flagellata dal maltempo ha subito ad opera di faccendieri e speculatori un’urbanizzazione ben superiore all’aumento di popolazione.
Berlusconi impomatato fra la gente del Veneto non ha avuto il coraggio di dire che durante il suo governo i fondi destinati alla difesa del suolo sono stati ridotti del 60%.
E’ più facile affermare che la veneta gente è una grande gente. Ma bisognerebbe ricordare che sono stati grandi gli abitanti di Sarno quando con le mani nude strappavano al fango i corpi dei loro cari, grande è il popolo delle carriole dell’Abruzzo. Grande è il cuore ed il coraggio di ogni italiano che ha dovuto affrontare una disgrazia.
Ma per questi politici ogni evento è quello giusto per rimarcare le differenze, per aumentare il solco fra le nostre genti e così Zaia arriva ad affermare che è 'sbagliato dare 250 milioni ai calcinacci di Pompei' nello stesso momento in cui chiede sgravi fiscali per il suo Veneto.
Ma c’è un cuore che batte più forte di ogni egoismo e razzismo, e così mentre Zaia pronuncia queste parole piene di odio e disprezzo proprio a Napoli si muove una campagna di solidarietà verso la popolazione veneta. A promuoverla sono gli stessi che tempo fa avevano organizzato una campagna antileghista. E questo proprio a volere sottolineare la differenza tra la lega e le popolazioni del nord.
E così il pizzaiolo Gino Sorbillo realizzerà la pizza antialluvione il cui ricavato andrà al Veneto, perché spiega: 'Noi siamo fratelli d' Italia e quando uno soffre gli altri hanno il dovere di aiutarlo'.
Poco importa che mentre questa iniziativa di solidarietà viene presentata a pochi chilometri nel resto della Campania il fango si sta portando via strade e ponti, memorie e ricordi.
Poco importa perché “siamo fratelli d’Italia”, fratelli di fango.
Fratelli di un’Italia violentata e dimenticata, un’Italia alla quale stanno rubando e nascondendo sotto montagne di fango la memoria della propria storia, la sofferenza della nostra gente ed i sacrifici dei nostri padri.
Ma ci sarà sempre gente pronta a prendere il badile, come il nostro toscanaccio Simone, che il badile lo conservava per sbatterlo sul grugno degli arroganti e dei presuntuosi.
Ci sarà sempre gente come Simone pronta a ricostruire la nostra Italia.
Perché siamo tutti fratelli d’Italia.
Fratelli di fango!!!























 

 

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